
Come recita il comunicato stampa pubblicato su questa rivista:”Un lungo abbraccio di musica ed emozioni, iniziato a giugno nelle piazze estive e proseguito nei teatri in autunno, riprende anche nella primavera 2027 con nuove date. È il viaggio Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime Salve, il progetto live”che è stato raccolto anche in un album di imminente uscita.
Continuerà al teatro Rossetti di Trieste il 24 maggio 2027 quello che per la nostra regione è cominciato il 23 luglio scorso nella meravigliosa Piazza Grande di Palmanova. Fiorella Mannoia ha voluto così giustamente celebrare i trent’anni di un album, per l’appunto, Anime Salve che deve essere considerato come uno dei vertici della poesia italiana contemporanea in musica, vero e proprio patrimonio universale della nostra cultura.
Del disco uscito nel 1996 a nome del solo Fabrizio De Andrè, ma in realtà scritto a quattro mani con Ivano Fossati, fanno parte alcuni brani che ci”contengono”tutti, come si dice:”pensieri, opere e omissioni”. Ad esempio,”Princesa, Disamistade e Smisurata preghiera”disegnano un ritratto, spesso a tinte fosche, della nostra realtà anche quotidiana sublimata da musiche e versi strazianti e assoluti che salvano la nostra anima e al tempo stesso ci condannano alla consapevolezza delle nostre miserie. La cantante ha deciso di dare una nuova voce a tanta meraviglia grazie ai nuovi straordinari arrangiamenti del musicista Carlo Di Francesco, suo compagno di vita e di palcoscenico e ad un vero e proprio spettacolo nel quale lei è l’assoluta protagonista.
Grazie ad un’orchestra di quasi 20 elementi dagli archi alle percussioni con un sound particolarmente ricco, Mannoia ha potuto concentrarsi ancora di più sul tono e sull’espressività così particolare della sua voce, regalando al pubblico un’esibizione vibrante e piena di Pathos. Chi segue la cantante è abituato a farsi travolgere.
Scegliere un album complesso e”difficile”come Anime Salve in questo momento non è solamente una scelta artistica ma un vero e proprio atto politico che va in”direzione ostinata e contraria”rispetto all’omologazione e al conformismo imperante di quella che viene definita”società dello spettacolo”che nella realtà è una tragica farsa nella quale:”Coltivando tranquilla l’orribile varietà delle proprie superbie, la maggioranza stà… come una malattia, come una sfortuna, come un’anestesia, come un’abitudine”.
“La Société du spectacle”definita dal sociologo francese Guy Debord nel suo omonimo saggio del 1967:”Isola gli individui e li trasforma in spettatori passivi della propria esistenza. I gesti del singolo non sono più autentici, ma eterodiretti dai modelli culturali proposti dal mercato”.
Fiorella come artista e come persona è sempre stata impegnata dalla parte dei più deboli e ha utilizzato il proprio talento per far germogliare nei cuori delle persone che la vogliono ascoltare i meravigliosi semi della giustizia e della libertà che non fioriscono senza il dono della fratellanza e della solidarietà.
E’indiscutibile, per esempio, il suo generoso impegno per la causa delle donne.”Una Nessuna Centomila”, l’associazione di cui è presidente onoraria, sostiene concretamente alcuni centri antiviolenza ed esorta all’educazione, al consenso e al rispetto. Come ricorda in un suo celebre brano:”A te che mi dicevi – ma tu dove vuoi andare che non conosci il mondo. E ti puoi fare solo male ancora hai troppe cose da imparare. Devi solamente stare zitta e ringraziare…e ripetevi tutto questo con quell’aria da padrone…”
Anche per questi motivi lei è l’unica interprete credibile di quelle poesie in musica d’impegno sociale e politico contenute in”Anime salve”. Questo grazie alla sua storia di artista caparbia e coerente; al suo spirito un po’guascone e infine alla sua singolare vocalità, che la porta a volte alle soglie del”recitar cantando”, con venature calde, confidenziali, accoglienti e, a tratti, materne.
Durante l’esibizione cerca costantemente il contatto e il dialogo con il pubblico, al quale, tra un brano e l’altro, confida le proprie emozioni, propone ragionamenti e riflessioni. Non mancano naturalmente i momenti di puro intrattenimento con battute e grande ironia grazie alla sua verve di romana verace che però non si spinge mai nemmeno lontanamente nelle prossimità di quella volgarità che tanto connota la cosiddetta comicità televisiva e social. A Fiorella Mannoia appartiene un’eleganza autentica che non è quella dei salotti borghesi capitolini radical chic, ma quella popolare e unica di donne come Anna Magnani tanto per capirci. E’un’artista in grado di esprimere passionalità e rigore, sguaiatezza e soavità nello stesso istante, un carisma che è di pochi.
Il concerto di Palmanova e tutto questo progetto musicale live non sarebbero stati possibili senza la presenza sul palcoscenico degli ottimi musicisti che non solo accompagnano la cantante, ma che diventano veri e propri coprotagonisti di un evento corale. Prima di tutto il già citato Carlo Di Francesco vero e proprio Deus ex machina di tutta l’operazione e ispirato percussionista che, con le sue ritmiche complesse, brillanti e stratificate, non solo ha sostenuto e diretto i propri colleghi musicisti, ma ha fatto avvertire con le pelli dei suoi tamburi, il pulsare delle emozioni. Un mozione al merito va alle due splendide coriste: Teresa Corrado anche all’organetto e alle percussioni e Denise Di Maria, charango (piccolo cordofono andino) e percussioni, due artiste incantevoli che, oltre all’innegabile talento di polistrumentiste e danzatrici, uniscono una presenza scenica che si fa notare. Un caso a parte è quello di Carmelo Maria Colajanni, ufficialmente indicato come sassofonista, ma in realtà rumorista ed esploratore di suoni. Con i suoi piccoli preziosi interventi strumenti a fiato tra i più bizzarri, (flauti etnici di varia provenienza, ciaramella, launeddas, tin whistles) ha garantito assoluta originalità al suono complessivo del composito ensemble e anche un pizzico di follia. Non si possono dimenticare la nutrita sezione archi dell’Orchestra Saverio Mercadante di Altamura, davvero notevoli e coreografici.
All’esecuzione integrale dell’album”Anime salve”, si sono inframmezzati successi dei due autori di riferimento (De Andrè e Fossati) e canzoni dal repertorio di Fiorella che può vantare ormai cinque decenni di brillante carriera. Sembra incredibile ammirando la sua splendida forma fisica e artistica ma esordì nel 1968, a soli 14 anni, al Festival di Castrocaro con”Un bimbo sul leone”di Gino Santercole.
Immancabili nell’ultima parte del concerto alcuni brani come”Sally”di Vasco Rossi che Fiorella interpreta con passione e sentimento inauditi e poi”Mariposa”presentata con scarso successo al Festival di San Remo 2024 e che invece è entrato subito nel cuore di tutti i fan. Chiusura con il classico scritto da Enrico Ruggeri”Quello che le donne non dicono”.
Fiorella dice moltissimo, fa riflettere e fa vibrare i cuori che la sanno ascoltare.”Se ci emozioniamo ancora di fronte a queste canzoni vuol dire che le nostre Anime sono salve”, tra gli applausi, ha rivelato commossa al suo pubblico in lacrime di gioia.



“Mi sono guardato piangere in uno specchio di neve
mi sono visto che ridevo
mi sono visto di spalle che partivo
ti saluto dai paesi di domani
che sono visioni di anime contadine
in volo per il mondo
mille anni al mondo mille ancora
che bell’inganno sei anima mia
e che grande questo tempo che solitudine
che bella compagnia”.
Scaletta: Dolcenera, Smisurata preghiera, Princesa, Khorakhané (a forza di essere vento), La Guerra di Piero, C’è tempo, La canzone di Marinella. L’uomo con i capelli da ragazzo, Fiume Sand Creek, Lindbergh, Don Raffaè, Lunaspina, Amore che vieni, Amore che vai, Panama, Mio fratello che guardi il mondo, Bocca di rosa, La mia banda suona il rock, Il pescatore, Anime salve, Sally, Mariposa, Quello che le donne non dicono.
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