
Il Teatro Nuovo Giovanni da Udine ha ospitato una data del fortunato spettacolo di Marco Goldin dedicato ai cento anni dalla morte del genio dell’impressionismo Claude Monet. Goldin, curatore di alcune delle mostre d’arte di maggiore successo in Italia, è alla terza esperienza teatrale dopo uno spettacolo sulla storia dell’impressionismo e uno sugli ultimi giorni di Van Ghogh. Sul palco una scenografia ideata dallo stesso Goldin che ha curato anche la regia dello spettacolo. Un grande schermo di dieci metri per otto propone le immagini dei quadri dell’artista resi vivi e animati grazie alla grafica. Ai lati due pedane rotanti ospitano i musicisti ma sono anch’esse schermi che riproducono dettagli delle opere proposte nello schermo principale. Il pubblico così ha modo di entrare nell’atmosfera del dipinto tra pescatori intenti nel loro lavoro, papaveri mossi dal vento, le ninfee che scivolano nell’acqua in movimento e la moglie di Monet intenta nel cucito. Una panchina ed un cappello bianco a ricordare le passeggiate che Monet amava fare nel suo giardino Ad accompagnare il racconto di Goldin le musiche composte per l’occasione da Remo Anzovino e eseguite da Anzovino al pianoforte e da Daniela Savoldi al violoncello e voce. Monet amava in particolare la luce del mattino e del tramonto ed amava dipingere scorci della natura. Dipingeva una stessa scena in diversi momenti della giornata e in diversi momenti dell’anno, dando vita a serie di dipinti monotematici attraverso i quali studiava la differenza della luce nelle diverse stagioni. Esempi di queste serie sono il ciclo delle 24 tele dedicate ai pioppi, celeberrime quelle dedicate alla cattedrale di Rouen, ai covoni, al Tamigi oltre naturalmente alle iconiche ninfee. Tanto importante per lui era la ricerca dello scorcio perfetto da fare sì che ideasse una sorta di carrucola con la quale si faceva calare con le sue tele dalla cima delle scogliere per poi farsi issare nuovamente a fine giornata. Una vita lunga quella di Claude Monet, nato nel 1840 e morto a 86 anni nel 1926. Uno dei principali esponenti del movimento impressionista, Monet riuscì con le sue pennellate rapide e con l’uso del colore a creare opere in grado di emozionare il pubblico di tutte le latitudini. Lo spettacolo di Goldin ripercorre l’intera parabola artistica di Monet e la sua vita privata con le due mogli e i figli biologici e quelli della seconda moglie Alice. Dagli inizi come caricaturista a Le Havre, al periodo parigino dove partecipò otto volte al Salon indipendente degli impressionisti che decretarono i primi successi, fino alla terza età a Giverny. Sono 2500 le tele dipinte da Monet nel corso della sua prolifica vita artistica. Uno spettacolo che è riuscito a catturare il pubblico sia per l’accuratezza del racconto che per la parte musicale e grafica. Su tutto il genio di uno dei più amati artisti di tutti i tempi.
©LauraFedrigo per instArt