Dopo quasi una settimana di celebrazioni, anche in questo 2018 la rassegna "Satierose" giunge al suo termine, e lo fa con il piatto forte di quest'edizione. Tocca infatti a Remo Anzovino l'onore/onere di chiudere un festival così importante per il Miela e per la città di Trieste. Per l'occasione Anzovino, musicista di formazione classica che si divide tra il pianoforte e la professione di avvocato, ha portato sul palco il suo ultimo lavoro "Nocturne", da lui stesso definito "uno spettacolo multisensoriale, il racconto di una notte che cambia la vita". Quinto album in studio, "Nocturne" è stato registrato tra Tokyo, Londra, Parigi e New York. Prodotto, registrato e mixato da Taketo Gohara, è un disco che -nelle parole dello stesso Anzovino- si pone l'intento di portare le persone che lo ascoltano a prendere del tempo per se stesse, ad avere cura di sé in un tempo -quello che viviamo- che è invece velocissimo e ci porta a divorare tutto in rapidità, senza gustarcelo. La risposta di Anzovino a questa fretta è quindi quella del ritorno a una dimensione notoriamente più calma e serena come quella della notte. Non la notte delle feste e delle discoteche dai volumi assordanti, quanto piuttosto quella fonda, in cui buona parte del mondo dorme e si riposa e un velo di silenziona pace cala sulle città. In una notte simile, il musicista si immagina una passeggiata in una città (non importa quale, come ben fa intendere il video del singolo "Galilei"), rapito da suoni, colori, emozioni. Emozioni che ben vengono riprodotte dai brani -rarefatti, sempre sospesi in un piacevole limbo tra sogno e sorpresa bambinesca- proposti davanti al pubblico triestino. Che non si limitano all'ultimo album ma abbracciano anche le recenti collaborazioni con il cinema, con le colonne sonore per "Hitler contro Picasso e gli altri" e "Van Gogh - Tra il grano e il cielo". Proprio quest'ultimo è stato lo spunto per uno dei tanti dialoghi avuti da Anzovino con la platea durante la serata al Miela e che ben spiega il senso di un progetto come "Nocturne". Il celebre pittore olandese era infatti un reietto, uno sconfitto in tutto. Un uomo totalmente incapace nelle relazioni sociali ma che proprio per questo suo modo di essere ha saputo mantenersi puro, intaccato dalle dure convenzioni sociali e dalle regole imposte dalla tribalità umana. Purezza che è stato possibile vedere anche nella performance triestina di Anzovino: è ben chiaro come il compositore pordenonese sia il primo a farsi rapire da quella magia musicale che vuole essere il progetto Nocturne, e la sua gestualità -dal continuo oscillare sullo sgabello, alle espressioni che mutano di continuo tra l'estatico e il sognante- lascia intendere che durante il live anche lui si perda in quella "notte che cambia la vita". Magia evocata in primo luogo dalla delicatezza dei brani e dalla sensibilità di Anzovino nell'interpretarli. E sottolineata ancor meglio grazie alle luci e agli effetti sonori utilizzati: tra fasci colorati e improvvisi momenti di buio, conditi da leggeri effetti atmosferici quali pioggia o sottile brezza, tutto aiuta a creare una dimensione sospesa e quasi irreale, dove poter abbandonare la freneticità della propria vita e dei propri pensieri. Pur essendo da sempre parte della sua cifra stilistica, in quest'ultimo lavoro Anzovino sa esplorare ancora più a fondo la propria interiorità, mettendosi a nudo di fronte alla platea e permettendo così a chi ascolta di partecipare a quell'esplorazione e -chissà- ad aprire una piccola porticina verso una conoscenza migliore di sé stessi. Messaggio certamente recepito dal pubblico triestino, che ha saputo "accompagnare" nel migliore dei modi il musicista, con un attento silenzio durante ogni brano e lunghi applausi entusiasti al termine di ciascuno di essi. E che solo alla fine si è concesso un'incursione in quella incantata bolla sonora, dando il ritmo col battito di mani agli ultimi brani, in particolare durante il più movimentato bis. La rassegna Satierose termina quindi quest'anno nel migliore dei modi, dopo sei giorni che hanno saputo omaggiare l'eclettica figura di Satie in maniera altrettanto estrosa, proponendo ogni giorno performance sempre diverse nello stile ma sempre di elevatissima qualità.

©LV/Instart

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