Negare per affermare: Codice Bowie, cinquanta chiavi per aprire quelle porte di Damiano Cantone e Tiberio Snaidero.

Un pregevole lavoro d’erudizione arricchisce il non vastissimo orizzonte dei contributi critici italiani alla comprensione e all’analisi dell’opera del più grande artista visuale dell’ultimo secolo: David Bowie.

Damiano Cantone e Tiberio Snaidero con il loro testo scritto a quattro mani per i tipi della prestigiosa Meltemi (Gruppo Mimesis) segnano un deciso salto di qualità interpretativo e scientifico in quel preciso contesto: Codice Bowie. Cinquanta chiavi per aprire quelle porte.

Le parole di dentro. Cuba-Italia in prima classe. B-Black Omar Sosa & Ernesttico + Giovanni Guidi “Little Italy” a Jazz & Wine of Peace 2020

Omar Sosa entra in scena con un lumino devozionale acceso in mano e un bastone da passeggio, vestito completamente di bianco come in una celebrazione di Candomblé, e comincia il rito che officia toccando i tasti del pianoforte mentre un riverbero straniante viene dalle tastiere elettroniche.

Ernesttico (Ernesto Rodriguez Guzmàn) muove un bastone della pioggia (Rainstick) dal tipico rumore e i sonagli della batteria fanno il resto. Le suggestioni sono lontane dal jazz più tradizionale e il pianoforte dimostra ancora una forza espressiva inaspettata ma è solo una semplice introduzione. Procedendo, alcune sfumature fanno venire in mente George Gershwin e le percussioni si fanno via via più complicate, intriganti e seducenti.