Nella serata del 22/02/2026 si è svolto, presso il Teatro Maurensig di Feletto Umberto, lo spettacolo immersivo Sfumature, nell’ambito della rassegna teatrale Utopia.Proprio verso la creazione di ambienti ed atmosfere capaci di stimolare la fusione tra realtà e immaginazione, si sono concentrati gli sforzi congiunti di RiMe MuTe e dell’associazione Bon nell’allestire il palinsesto immersivo di questa stagione teatrale, del quale Sfumature rappresenta forse il progetto più ambizioso e avanguardistico. Protagonisti della serata l’Ozone Sea Trio (Eleonora Pitis al pianoforte, Sofia Battini al flauto traverso e Andrea Bassi al sassofono), in collaborazione con il visual artist Lorenzo Bosich e, soprattutto, con il maestro profumiere Lorenzo Dante Ferro.
La peculiarità del programma non può che essere il suo carattere sinestetico: la stimolazione simultanea di differenti aree sensoriali, capace di imprimere nel pubblico immagini di una potenza unica. L’evento ha previsto, dunque, una commistione unica di musica, colori in movimento e fragranze, diffuse nella sala da alcuni assistenti profumieri, addetti, per l’appunto, alla vaporizzazione degli aromi sempre nuovi richiesti dallo spettacolo. Come ricordato dallo stesso maestro Ferro, vera eccellenza del territorio friulano (esistono solo 100 maestri profumieri in tutto il mondo), i profumi, i suoni e i colori attingono alla dimensione primeva dei sensi: sin da bambini, questi sensi risultano fondamentali nelle capacità orientative, ben prima che la lingua possa anche solo svilupparsi. Benché siano note le origini nobili dell’Italia nel campo della musica e dell’uso dei colori, solo pochi sanno quanto anche nell’ambito della tradizione profumiera il Bel Paese occupi una posizione di spessore. Proprio a Venezia, infatti, viene pubblicato da Giovanventura Rossetti nel 1555 “Notandissimi secreti de l’arte profumatoria”, considerato il primo trattato occidentale in questa specifica materia.
Di fronte ad un nutrito pubblico, Sfumature si è fatto, dunque, esponente di una lunga eredità di bellezza della quale le nostre terre, forse in maniera sin troppo silenziosa, sono culla.
Lo spettacolo si è articolato attraverso tre sezioni, composte da differenti abbinamenti musica-colore-fragranza.
In apertura, la scelta è quella del bianco: un candore che rappresenti sia la pulizia e l’ordine, che l’asetticità e il vuoto; ad accompagnare musiche dai toni pacati e semplici, le pareti del teatro si animano di giochi geometrici nivei.
La seconda sezione è dedicata al color ambra, in un viaggio verso la spiritualità orientale che culmina con le fragranze di incenso e mirra che riempiono la stanza sulle note di Improvvisazione su temi indiani.
La terza ed ultima sezione, invece, si incentra su uno dei grandi fil rouge della serata: il blu del mare, con tanto di motivo celeste, con parvenza di onda, ad animare la sala. Non può essere più azzeccata, dunque, la scelta del tema de La leggenda del pianista sull’oceano di Ennio Morricone come pezzo cardine dell’ultimo atto. A sorpresa, infine, il teatro entra in uno splendido tunnel arcobaleno, frenetico, sulle note di un’improvvisazione jazz da brividi. Un gran finale che mostra alla platea l’immenso potenziale del Maurensig.
Sì, perchè gli scroscianti applausi finali non possono che essere rivolti, oltre che ai talenti interdisciplinari coinvolti nella serata, anche al teatro stesso: una struttura, quella del Maurensig, capace di diventare, per più di un’ora, una vera capsula ermetica, in viaggio verso mondi e sensazioni distanti in tempo e spazio.
Una vera perla che il Comune di Tavagnacco può e deve valorizzare, come nell’ambito di questa serata. Quando, poi, a fare i complimenti sono gli stessi artisti che vi operano (che lo chiamano “un unicum”!) non ci si può che togliere il cappello. Quanto alla struttura del teatro, a fronte di un’organizzazione certosina un punto da valorizzare è il servizio biglietteria e guardaroba. Se, dunque, l’obbiettivo dichiarato era quello di mirare ad una multisensorialità capace di trasportare lontano, l’esperimento è più che riuscito! Sfumature si rivela capace di rendere nuovamente vividi ricordi altrimenti seppelliti, senza togliersi la possibilità di aprire porte su nuovi mondi della suggestione individuale. Luce verde su un progetto ambizioso realizzato con accuratezza.
Giovanni Flaibani