
Il festival di Majano, giunto alla sua 66 edizione, è noto in Friuli e oltre per i succulenti piatti delle sue cucine, dai polli allo spiedo, alle colossali Wiener Schnitzel, per la birra e le gran polente cucinate come una volta a fuoco lento in enormi calderoni. Un’altra caratteristica tipica della sagra, soprattutto negli ultimi due decenni, sono i mega concerti che si tengono negli spazi del campo sportivo. Nomi di richiamo internazionale di vari generi musicali dai Deep Purple, Alice Cooper, Amon Amarth fino ai rapper nostrani e ai gruppi storici della scena italiana. Insomma, dopo aver mangiato e ben bevuto, ci si può godere anche un gran bel concerto con animo lieto e pancia piena.
Quest’anno il finalone del Festival non è stato affidato ai soliti fuochi d’artificio ferragostani anche per l’altissimo rischio incendi che stava già carbonizzando una montagna intera nei dintorni, ma ad un grandissimo piromane dell’immaginazione di nome Michele Salvemini in arte Caparezza ed è stata ancor di più una continua esplosione di arcobaleni di colori e fontane di luci nel cielo e nel cuore di tutti gli spettatori.
Mai scelta fu più azzeccata visti anche le migliaia di persone sotto il palco o tra i chioschi che si sono goduti quella che non può essere considerata solamente un’esibizione musicale ma un’opera di arti performative tra le più complesse, stratificate e creative che si siano mai viste sui palchi italiani. La scaletta dell’esibizione ha previsto molti brani tratti dall’ultimo album fantascientifico del cantante e altri celeberrimi dal suo corposo repertorio cuciti insieme in una nuova storia che ricapitola l’esperienza creativa dell’autore. E’diventato così evidente quel filo sottile che lega la creatività del cantante che sembra aver immaginato la sua produzione artistica come un unico flusso di immagini, musica e parole, una sorta di saga nata con i primi lavori discografici pubblicati con l’altro pseudonimo di Mikimix nel 1996 fino a quest’ultimo tour; insomma, possiamo dire, come nell’ironico titolo della sua autobiografia:”Saghe mentali. Viaggio allucinante in una testa di Capa”Una cura maniacale è stata dedicata come sempre e molto più del solito, ai costumi, alle luci, agli enormi pupazzi in cartapesta, alle coreografie, per mettere in scena uno spettacolo totale e far partecipare il pubblico ad una vera e propria esperienza sensoriale totalmente immersiva, un concept multimediale che prende vita ogni sera con il contributo di tutti, in una meravigliosa sinergia tra artisti e”platea”.
Come se tutto questo non bastasse a scatenare la fantasia, in ogni data del tour un disegnatore sempre diverso scelto tra i migliori fumettisti del nostro paese, disegnava in diretta con proiezioni sul megaschermo.
A Majano si è potuta vedere in azione la matita di Emanuele Rosso, classe 1982, allievo e collaboratore di Davide Toffolo, artista totale di Pordenone, leader dei Tre Allegri Ragazzi Morti e ispiratore della scena musicale indipendente italiana degli ultimi trent’anni, naturalmente presente tra il pubblico del concerto.
Non solo canzoni, insomma, ma teatro di figura, balletto, farsa, fumetto, opera rock, comizio, confessione, psichedelia e ancora tanto altro come è davvero raro vedere sui palchi italiani. Senza dimenticare che il rapper pugliese dal vivo vanta una band di eccellenti musicisti affiatati e coesi e una storica”seconda voce”in Diego Perrone.
Al centro di tutto il personaggio che Salvemini ha voluto come alter ego per l’appunto Caparezza che in occasione nel progetto concept multimediale”Orbit, orbit”diventa anche personaggio di una splendida graphic novel sceneggiata dallo stesso artista, disegnata da un team di eccezionali fumettisti e pubblicata nientemeno che da Sergio Bonelli editore, in un vero e proprio cortocircuito sensoriale nel quale a dominare è l’immaginazione.
Come ha spiegato lo stesso Caparezza durante il concerto in uno dei suoi piacevoli monologhi tra un brano e l’altro, la realtà gli è sembrata sempre brutale e respingente. I fumetti hanno rappresentato per lui prima una via di fuga, un rifugio sicuro nel quale fantasticare di nuovo futuri possibili; poi con la maturità un universo personale e creativo dal quale scatenare l’invasione aliena al nostro miserabile pianeta schiavo delle proprie miserie, dell’omologazione e di un consumismo del tutto fuori controllo che sa solo creare mostri cannibali.
Le armi del Caparezza sono le più letali che l’umanità abbia saputo inventare: carta, matita e naturalmente musica. La sua mente è un vulcano di idee nel quale magma si fondono ricordi d’infanzia, fantasmagorie, sogni lucidi, futuri dallo spazio profondo, il tutto venato da una nostalgia dolceamara per quel bambino che immaginava il proprio domani chiuso a chiave nella sua stanzetta d’adolescente.
Non serve dire che nel”Joli Mai”francese del 1968 uno slogan famosissimo era quello della Fantasia al potere che esortava tutti a sradicare la società borghese, paternalista e tradizionale per cambiare la triste realtà con l’immaginazione.
Il messaggio di Caparezza è esattamente quello e lui è uno dei pochi artisti italiani che ha ancora il coraggio di credere nell’Utopia con la maiuscola. In un mondo d’omologazione, brutalità e genocidio il vero eroe è quello che ancora si ostina a difendere la propria”normalità”e dura esistenza quotidiana. In”Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)”, che narra la storia di un onesto muratore che non si da alle frodi ma si spacca le nocche alcuni versi dicono:
Sono un eroe perché lotto tutte le ore
Sono un eroe perché combatto per la pensione
Sono un eroe perché proteggo i miei cari
Dalle mani dei sicari, dei cravattari
Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere
Sono un eroe straordinario tutte le sere
Sono un eroe e te lo faccio vedere
Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere
Le persone comuni sono quelle che nonostante tutto conservano l’energia vitale e la forza che guarda comunque ad un futuro migliore e che non smette di sognare.
Il vero centro di gravità permanente dello spettacolo”Orbit Orbit”è il brano”Una chiave”, tratto dall’album”Prisoner 709″del 2017 nel quale Caparezza dialoga con se stesso adolescente incerto sul proprio futuro. Un espediente narrativo piuttosto comune che il cantante sa utilizarre al meglio in chiave automotivazionale:



No, non è vero
Che non sei capace
Che non c’è una chiave
No, non è vero
Che non sei capace
Che non c’è una chiave
Il timido adolescente sognatore e un po’sfigato che viene rassicurato dal se adulto, uno spunto quasi banale e un po’frusto che, invece, nasconde ben altro.
In uno dei momenti più alti dell’esibizione, il cantante ha raccontato la storia straziante di un bambino palestinese che nel 1948 aveva 10 anni. Naji al-Ali, che sarebbe stato assassinato a Londra a 49 anni, da piccolo fu costretto ad andarsene dalla propria terra e vivere da profugo al momento della”Catastrofe”, la Nakba quando circa 800.000 palestinesi furono cacciati dalle loro case in seguito all’occupazione israeliana, uno dei crimini contro l’umanità più crudeli della storia che da allora continua a mietere vittime; basti pensare alle attuali atrocità quotidiane di Gaza e West Bank per cui il termine genocidio non è nemmeno più adatto tanto grande è l’abominio perpetrato da Israele.
Nonostante avesse tutto contro, Naji al-Ali diventò un fumettista militante famoso in tutto il mondo. La”Chiave”che gli permise di realizzare se stesso nelle peggiori condizioni possibili fu Handala, il personaggio dei suoi fumetti con gli abiti laceri che dal 1969 gli diede fama mondiale; disegnato sempre di spalle, è un bambino che mostra le condizioni di vita e gli abusi indicibili subiti dai palestinesi in tutti questi anni con la complicità di tanti governi del mondo che non vogliono vedere,”Tutti hanno girato le spalle alla Palestina”.
Se qualcuno avesse ancora dei dubbi si ascolti le dichiarazioni ufficiali del ministro israeliano Itamar ben Gvir (testuale):”Penso che bisognerebbe condurre assassinii mirati a Gaza, abbattendo 30-40 persone ogni notte”bambini compresi. Molto utile anche la dolorosa visione del film,”La voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, Leone d’Argento alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nel 2025 oppure del più recente documentario”Naza”di Yuval Abraham e Rachel Szor, Premio speciale della giuria sempre a Venezia nel 2026.
I profughi palestinesi dal 1948 si tramandano le chiavi di quelle case perdute, nella speranza di poter un giorno tornare. Il piccolo Handala è spesso disegnato con delle chiavi. Se non bastasse, si ricordi che per un’antica tradizione cristiana sono i palestinesi mussulmani a conservare e custodire da almeno dieci secoli la chiave del Santo Sepolcro di Cristo a Gerusalemme come simbolo di unità tra le genti e tra la terra e il cielo. Gran parte del pubblico ha capito e apprezzato il discorso di Caparezza, tutti insieme hanno gridato”Free Free Palestine!!!”sventolando qualche bella bandiera rossa, verde e nera.
Forse non è sufficiente, forse non basta, ma è già qualcosa in un territorio come il nostro che produce componenti per droni militari israeliani ed è uno dei maggiori sostenitori a livello internazionale di Netanyahu e del suo governo di assassini.
Tra i tanti meravigliosi brani di repertorio e nuovi, a Majano tutto il pubblico ha cantato entusiasta, a squarciagola”Mica Van Gog”dopo una vera e propria appassionata lezione d’arte. Caparezza ha modellato le proprie riflessioni soprattutto a partire da quelle del filosofo Karl Jaspers relative a Van Gogh che, nel suo celebre saggio del 1922,”Genio e follia”(Strindberg und Van Gogh) analizza la cartella clinica e le opere del genio dei girasoli e di altri grandi artisti per studiare il legame tra la follia in generale, la schizofrenia in particolare e la creatività artistica.
Il cantante pugliese ha fatto propria la metafora della perla nell’ostrica: che è una celebre immagine usata da Jaspers. La schizofrenia è paragonata, per l’appunto, alla malattia dell’ostrica che, soffrendo per un corpo estraneo, finisce per avvilupparlo di bellezza producendo una perla splendida. In questo senso la psicosi distrugge l’uomo, ma crea le condizioni biologiche e psichiche affinché il genio generi un’opera d’arte unica.
Ognuno di noi ha la possibilità di”perlificare”in un mondo che invece ci vuole spenti, lobotomizzati e asserviti ad un potere che si nutre delle nostre coscienze e della nostra vigliaccheria, paura e ipocrisie.”Non tenete le vostre idee sedimentate dentro di voi, date loro corpo, perché non ci sarà più tempo, non c’è già più tempo. Dovete creare per voi stessi. Create senza paura del giudizio degli altri. Senza paura dei fallimenti, perché fallire è un verbo destinato a chi non ci prova neanche, perché chi ci prova è coraggioso a prescindere dai risultati”.
Il rapper di Molfetta, che da anni soffre di acufene e altre magagne, nell’ultimo concerto del tour alla Reggia di Caserta, ha così salutato i suoi fan:”Non so che fine farò, ve lo dico con molta sincerità. A ogni fine concerto dico che è l’ultimo e poi vengo puntualmente smentito. Però sono in una condizione particolare, per cui non abbiate paura, qualsiasi cosa farò, starò bene”.
Per non concludere con mestizia queste righe, fare qualcosa di insolito e dimostrare ancora una volta la cura maniacale di Caparezza nel concepire e realizzare le proprie esibizioni, riportiamo la scaletta ufficiale dei brani diffusi dagli impianti di amplificazione prima e dopo il concerto mentre il pubblico affluiva o scemava e tutto doveva ancora iniziare o era appena finito.
Scelta dallo stesso rapper è una playlist del cuore che ci introduce o ci fa lasciare momentaneamente l’universo dell’immaginazione del cosmonauta Michele Salvemini.
Scaletta: Karisma-Cathode mama (neue version) / Kraftwerk-Space Lab / Droids-Do you have the Force pt. 1 / Jean Michel Jarre- Oxygene Pt. 2 / Rockets-On the road again / Kraftwerk-The Robots / Space-Magic Fly / Rockets-Galactica / I Signori della Galassia-Archeopterix / Rockets-Prophecy / Cerrone-Super Nature / Gary Numan-Are friends electric? / Donna Summer-I feel love / Simonetti-Tenebre / The Normal-Warm Leatherette / Cerrone-In the smoke / David Bowie-Warszawa / Rockets-Ideomatic / Ganymed-It takes me higher / Kraftwerk-The model / Dee D. Jackson- Autentic lover / Delia Derbyshire-Dr.Who / Giorgio Moroder-Lost Angeles / A flock of seagulls-Telecommunication.
© Flaviano Bosco per instart