Ghali a Villa Manin

Venerdì 4 luglio, sul palco di Villa Manin si è esibito Ghali, in una delle tante giornate di quest’estate particolarmente soleggiata. Il Summet Tour 2025 è proprio partito dal Friuli Venezia Giulia con questo concerto organizzato da VignaPR e FVG Music Live, in collaborazione con l’ErpacFVG e PromoTurismoFVG, inserito nel programma di Villa Manin Estate 2025. Il rapper di origine tunisine è cresciuto in periferia di Milano, in un contesto caratterizzato da situazioni di degrado sociale e microcriminalità diffusa. All’esordio utilizzava lo pseudonimo Fobia e nel 2011 ha fondato il gruppo hip hop Troupe d’Elite, nel quale era presente anche Ernia. E’ questo l’ambiente che gli ha permesso di entrare in contatto con personalità già note nell’ambiente come Guè, Sfera Ebbasta e soprattutto, Fedez. Quest’ultimo, infatti, lo ha fatto conoscere al suo pubblico facendogli introdurre alcuni suoi concerti. La fama di Ghali è decollata attorno al 2018: il remix del suo brano Cara Italia è stato utilizzato anche come spot di una nota compagnia telefonica. Sono seguite altre collaborazioni con artisti del calibro di Capo Plaza, Salmo e Geolier. Nel 2024 è salito sul palco dell’Ariston al Festival di Sanremo con il pezzo Casa mia. Insomma,le attese per l’esibizione di Ghali (che ha da poco compiuto 32 anni) nello splendido scenario di Villa Manin sono cresciute fino all’entrata in scena dell’artista, avvenuta con circa mezz’ora di ritardo rispetto all’orario annunciato. Il rapper ha dato il via alla prima data del tour estivo esibendosi con un medley di alcuni dei suoi più grandi successi. Il mix delle canzoni viene accolto con grande entusiasmo dai fan, l’artista ringrazia: “Più energia mi trasmettete, più riesco a trasmettervene io”. Durante la serata è emersa la cura e l’attenzione dell’artista verso i fan: oltre a preoccuparsi del caldo, distribuendo bottigliette d’acqua a chi fosse possibile, Ghali ha lasciato diverso spazio al dialogo all’interno di un concerto durato un’ora e mezza. Il clima era intimo, tra una canzone e l’altra il cantante ha ascoltato i sostenitori, e scambiato qualche parola con loro. Questo atteggiamento può essere considerato un simbolo di umiltà, che altri artisti in circolo dallo stesso tempo sembrano aver perso con l’acquisto della popolarità. Ghali ha anche accolto la richiesta di una fan di una canzone non in scaletta, cantandola a cappella. E’ certamente un gesto semplice, ma carico di significato: l’aver ritagliato questo momento dimostra la sua genuina attenzione verso il pubblico. Dopo la prima ora di concerto ha fatto salire un ragazzo sul palco, dopo aver notato che lui aveva cantato tutte le canzoni fin dall’inizio e ha voluto ricompensarlo facendosi affiancare per l’intero brano. Il concerto sembrava chiudersi con il brano Niente panico, personalmente una delle canzoni che mi sta più a cuore. Ghali l’ha scritta per tutte le persone che stanno passando un brutto momento, in quanto pone la salute fisica e quella mentale sullo stesso piano e con questo brano raccomanda di “Non farsi prendere dal panico anche quando tutto cade giù”. Il pezzo ha un mood diverso dalle altre canzoni presenti nella sua discografia, non è ritmata e carica ma più dolce e intima, così come lo è stato il momento in cui l’ha cantata: si è seduto vicino al pubblico e ha cantato le ultime parole da disteso. I fan hanno apprezzato la sua esibizione anche grazie a due megaschermi laterali che proiettavano la sua immagine e i suoi primi piani. In un mondo sempre più globalizzato anche in ambito musicale, in cui l’obiettivo spesso è arrivare ad un pubblico più ampio adattando la musica ai gusti della massa, Ghali – che ha sempre espresso pubblicamente posizioni di forte critica e conflitto con la classe politica che sta governando il nostro Paese nell’ambito delle problematiche relative all’immigrazione – si distingue scegliendo di inserire nelle sue canzoni frasi in tunisino, come segno di identità e omaggio alle sue origini. Per non dimenticare che, anche per un ragazzo che si è scrollato di dosso un ambiente di disagio sociale diventando famoso, le radici restano di fondamentale importanza.