Anna, meglio nota come ‘Principessa’, abitino succinto, tacchi alti e parrucca rientra a casa alle 4 del mattino dopo una nottata di lavoro lungo i marciapiedi della città. Non fa l’infermiera, anche se tenterà di spacciarsi per tale. Un rientro rumoroso con passo pesante, musica a tutto volume e l’acqua della vasca da bagno che scroscia. Vive, più o meno abusivamente, nel sottotetto di un palazzo. Al piano di sotto vive invece Ugo, ex professore e scrittore in bolletta di sciocchi testi per la TV. Il quale, svegliato per l’ennesima volta di soprassalto, sale dalla rumorosa vicina con intenzioni bellicose.
Due mondi a dir poco opposti si scontrano, per poi incontrarsi.
E’ la trama in estrema sintesi di ‘Gente di facili costumi’ commedia scritta nel 1988 da Nino Manfredi con Nino Marino, che Manfredi stesso portò sulle scene.
Lo spettacolo è andato in scena al teatro Benois de Cecco di Codroipo nell’ambito della rassegna di prosa dell’ERT.
Lo stesso Manfredi, a proposito della sua commedia, disse che al centro vi è un ‘fondamentale problema etico’: in una società dove ‘tutto si avvilisce e si corrompe, che valore hanno ancora onestà, dignità e rispetto dei valori umani?’
Tra Ugo ed Anna le incomprensioni riguardano più o meno tutto. Lei è confusionaria, lui meticoloso; lei in perenne lotta con i congiuntivi, lui grecista dal linguaggio forbito.
Entrambi a loro modo sono in lotta con la vita e con il destino: Anna sogna di abbandonare la ‘professione’ per comperare una giostra, Ugo sogna la realizzazione di un film da una sua strampalata sceneggiatura per intellettuali, la storia di una coppia e di un tradimento con un computer.
Quando Ugo viene sfrattato perché insolvente si trasferisce da Anna che lo ospita. Continuano a darsi del lei e a battibeccare su tutto, ma i due opposti iniziano ad avvicinarsi. Anna inizia ad imbroccare qualche congiuntivo, a Ugo scappa qualche svarione. E’ il segnale che qualcosa sta cambiando e che entrambi hanno iniziato il processo di accettazione e accoglimento dell’altro.
Il testo è una carambola di battute che strappano una risata dietro l’altra.
Ritmata e veloce, la commedia è davvero gustosa e godibile, complici due ottimi attori Flavio Insinna e Giulia Fiume, perfetti nei rispettivi ruoli, e la regia di Luca Manfredi.
Lo spettacolo è un omaggio a Nino Manfredi, grandissimo dei palcoscenici e della televisione, che viene ricordato sia nel testo che nella scenografia con riferimenti ad una nota marca di caffè di cui fu a lungo testimonial.
Insinna e la Fiume sono davvero bravi nel rendere questi due personaggi comici ma profondi, disincantati ma molto umani.
Opposti che si attraggono, i due protagonisti finiranno con l’accogliersi definitivamente.
Lo spettacolo è prodotto da La Pirandelliana e sarà in scena fino al primo aprile prossimo in diversi teatri del Friuli Venezia Giulia.
Un’occasione ghiotta per gustarsi due ore di spettacolo scoppiettante e frizzante ma anche per riflettere sulla nostra capacità di andare oltre l’apparenza ed accogliere veramente l’altro senza giudicarlo prima di averlo davvero conosciuto.

 

Laura Fedrigo