Dal 2 ottobre al 19 dicembre lo Studio Tommaseo di Trieste, in via del Monte 2/1, ospita la mostra Fabio Mauri. A occhi non socchiusi, inaugurata venerdì 2 ottobre alle 18.

Nel centenario della nascita di Fabio Mauri (Roma, 1926–2009), Ephemera Festival in coproduzione con Trieste Contemporanea / Studio Tommaseo presenta un’esposizione dedicata alle performance dell’artista, curata da Sara Codutti in collaborazione con lo Studio Fabio Mauri di Roma. La mostra sarà visitabile fino al 19 dicembre, dal martedì al venerdì dalle 17 alle 20.

Attraverso le immagini dei fotografi Elisabetta Catalano, Claudio Abate, Massimo Piersanti, Antonio Masotti e Maria Mulas, insieme a tracce, documenti, appunti e materiali effimeri provenienti dall’archivio dell’artista, il percorso riflette sulla pratica performativa di Mauri e sul rapporto tra azione, memoria e documentazione.

Fabio Mauri è stato artista, autore, editore e intellettuale. La sua opera si distingue per le intuizioni sul ruolo dello schermo nella società contemporanea e per la ricerca sulla memoria e l’ideologia nei regimi autoritari del XX secolo, spesso indagata attraverso un personale e pionieristico uso della performance.

Il percorso espositivo

Lo schermo è protagonista de Il televisore che piange, happening televisivo che apre la mostra e che Mauri realizzò nel 1972, interrompendo la normale programmazione della RAI e lasciando il pubblico davanti a un televisore bianco che trasmetteva il lamento di una voce che piange: «abbiamo rotto un’azione abituale, usuale, quella della televisione di trasmettere immagini, non trasmettendo altro che il televisore in sé stesso».

Nello spazio della galleria, la mostra si sviluppa come una sequenza quasi filmica di immagini in bianco e nero che, disposte in ordine cronologico, documentano le performance di Mauri degli anni Settanta, evidenziandone di volta in volta le specificità linguistiche. Il percorso parte da Che cosa è il fascismo. Festa in onore del generale von Hussel di passaggio per Roma (1971), passa per i “corpi usciti dal quadro” di Ebrea (1971) e Ideologia e natura (1973), per l’azione immaginata Vomitare sulla Grecia (1972), le azioni con persone note Oscuramento (1975), Intellettuale (1975) e Dramophone (1976), fino all’uso delle proiezioni sui corpi di Senza ideologia (1975 e 1978) e alla performance cancellata “per motivi di sicurezza” Europa Bombardata (1978). A chiudere il percorso espositivo, Ricostruzione della memoria a percezione spenta (1988), conferenza-performance nella quale l’artista sperimenta un’inedita commistione tra parola e azione.

Le fotografie delle opere sono affiancate da documenti di lavoro, lettere, bozzetti e inviti, che restituiscono una pratica in cui ogni elemento è disposto con cura all’interno di un sistema linguistico fortemente simbolico, costruito con estrema precisione fin nei minimi dettagli.

“La performance è di per sé un atto effimero: vive nel presente, ma lascia dietro di sé echi e tracce che spesso contribuiscono ad ampliare il significato dell’opera – scrive Sara Codutti, curatrice della mostra –. Ci interessava guardare al di là dell’evento, invitando il pubblico a entrare nel processo di costruzione dell’opera e, successivamente, nelle modalità della sua trasmissione e ricezione. Osservare le pieghe del processo, il dettaglio dei gesti, la produzione delle immagini. Uscire dal momento performativo per soffermarsi su ciò che precede e segue le luci della ribalta”.

Ephemera è un festival di arti performative e visive nato dall’esigenza di raccontare il contemporaneo – aggiunge Eleonora Cedaro, curatrice del festival insieme a Rachele D’Osualdo – e presentare l’opera e la ricerca di Fabio Mauri oggi, indipendentemente dalla ricorrenza del centenario, ha a che fare con il tempo che stiamo attraversando. Questa mostra racconta il lavoro di ricerca che ha portato alle grandi performance degli anni Settanta e apre a riflessioni sui grandi temi che hanno accompagnato il pensiero di Mauri nel corso dei decenni. Poter ospitare Sara Codutti, che negli ultimi otto anni ha indagato con rigore e passione l’archivio dell’artista, è un’occasione preziosa. Siamo orgogliose di aver portato questa mostra in Friuli Venezia Giulia, grate allo Studio Fabio Mauri e a Trieste Contemporanea che, assieme a tutti gli altri partner di progetto, l’hanno resa possibile”.

Gli incontri di approfondimento: si parte da Udine il 3 ottobre

La mostra è ospitata da Studio Tommaseo, lo spazio espositivo di Trieste Contemporanea, da oltre trent’anni punto di riferimento in regione per la ricerca delle avanguardie internazionali e per il dialogo con l’Europa centro-orientale.

L’esposizione sarà accompagnata da una serie di incontri di approfondimento. Il primo appuntamento, Fabio Mauri in libreria: ricostruzione della memoria, si terrà presso il Caffè Caucigh, adiacente alla Libreria Martincigh di Udine, il 3 ottobre 2026 alle ore 18.00. Sarà una conversazione sulla storia editoriale di Fabio Mauri tra Cristina Burelli, libraia e storica dell’arte, e Sara Codutti, curatrice della mostra.

Sfogliando libri e documenti si ripercorreranno le vicende di un artista e intellettuale la cui attività attraversa arti visive ed editoria: dalla collaborazione con la casa editrice dello zio Valentino Bompiani, ai libri d’artista degli anni Settanta, ai rari ephemera di performance ed esposizioni, fino alla pubblicazione postuma del catalogo ragionato delle opere.

Il festival Ephemera / Natura Renovatur è prodotto dall’Associazione culturale ETRARTE, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Pietro Pittini e Fondazione Friuli.

Partner di progetto sono il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, la Fondazione Isabella Scelsi, il Comune di Moggio Udinese, Carniarmonie, Vigne Museum, Trieste Contemporanea, la Libreria Martincigh, il Museo Friulano di Storia Naturale, Altreforme, Palazzo Lantieri, Ciechi Per Caso e Perform.

Comunicato Stampa