Michele Pirona è un musicista che nel corso della sua lunga carriera, iniziata alla fine degli anni ottanta, ha messo in mostra una particolare poliedricità e abilità chitarristica che lo ha portato a confrontarsi con diversi generi musicali, militando in formazioni come gli Euston e collaborando con artisti del calibro di Chris Slade, Andrea Braido, James Thompson e Bobby Solo. Con il brano Irish tunnel, compreso nell’album Point of view, si è aggiudicato il Premio nazionale Fai volare la tua musica indetto dalla SIAE e Alitalia. E’ stato ospite del prestigioso Festival francese di Issoudin in qualità di vincitore del concorso nazionale indetto da ADGPA. Ha fondato il duo Guitar Sketch partecipando anche a programmi televisivi di grande successo come Italia’s got talent e I soliti ignoti. Insomma, per chi non conoscesse bene il suo percorso, diciamo subito che siamo di fronte a uno tra i migliori musicisti espressi nell’attuale panorama regionale, ma non solo. Il vinile del suo nuovo album Handmade, settimo della sua carriera da solista, è stato presentato dal vivo alla Fiera del Disco di Udine al Bearzi lo scorso 22 marzo. Hanno partecipato alle registrazioni il violoncellista Antonio Merici, Stefano Andreutti (percussioni), Paolo Viezzi (contrabbasso), Marina Bargone (voce) e il chitarrista molisano Antonio Forcione. L’immagine della copertina ci riporta indietro nel tempo, quando un album era nello stesso tempo un’opera grafica, un’invenzione pittorica, un prodotto artistico. Gli scatti di Michele Voncini e Mattia Romanut e la grafica di Linda Gibin, rappresentano un aspetto caratteriale del chitarrista, che in più occasioni ha dichiarato di non volersi mai prendere troppo sul serio. Essere bravi non significa per forza doversi vantare; bravo Michele. Gli undici brani dell’album sono tutti firmati da Michele Pirona ad eccezione di Tiramisù (di Antonio Forcione) e dell’interpretazione dell’intramontabile Besame mucho. L’opera si apre con U carcamagnu, dedicata al geniale Paolo Villaggio; il video della canzone è un omaggio alla città di Udine, qui raffigurata in più di 40 suoi luoghi. Bella e intensa Antonio, dedicata all’amico musicista Antonio Forcione, che propone interessanti intrecci chitarristici. Amarcorde è un neologismo che fonde l’arte di Federico Fellini con quella dello strumento principe di Pirona. Per un pugno di note (anche qui un richiamo al Cinema) propone un ottimo intreccio fingerstyle di due chitarre. I riverberi di On my knees dal punto di vista cinematografico potrebbero ricordare l’attraversamento in auto di un paesaggio in un cielo piovoso che sta preannunciando il ritorno del sole. In Tutti a casa di Palmizio, Michele Pirona partendo da una base blues crea paesaggi musicali molto ricchi e variegati. Irish tunnel, come si intuisce dal titolo, è un viaggio che ci porta tra le strette carreggiate del Ring of Kerry e del Connemara, ma non solo. Per un amante dell’Irlanda come me, si tratta di una ventata di aria fresca ben armonizzata con la presenza di pregevoli vocalizzi di Marina Bargone e di un bellissimo arrangiamento d’archi. Tu (per Luca) è una dolce melodia cantata da Marina Bargone (Ho attraversato cieli di buio e di incertezza / prigioni senza muri / montagne senza cieli / ma ancorata al tuo orizzonte io / non ho guardato giù / ti son volata incontro e anche tu). La versione Pironiana di Besame mucho è energica e movimentata. Anche qui sono presenti due chitarre, come in tutto l’album. La chiusura dell’opera è affidata al brano onirico Aria 51, composto ed eseguito magistralmente. Abbiamo incontrato Michele Pirona ed è nato questo scambio di battute.

Innanzitutto Michele, partiamo da qui: il tuo stile chitarristico è molto eterogeneo, eclettico. Potresti riassumerci il tuo percorso e quali sono i tuoi principali riferimenti artistici? Buongiorno Franco, la musica è sempre stata una cosa importante nella mia famiglia, mio padre e mio zio sono noti chitarristi friulani, io nasco fondamentalmente come chitarrista rock autodidatta, anche se prima per un paio di anni avevo preso lezioni di pianoforte e poi di chitarra classica. Negli anni ho suonato un sacco di generi diversi (blues, funky, metal, swing, flamenco, pop etc.) prendendo anche lezioni di chitarra e armonia jazz. Varie esperienze mi hanno poi fatto virare molto sulla chitarra acustica, che è attualmente lo strumento che uso maggiormente. Artisticamente ho ascoltato e studiato veramente di tutto, i miei riferimenti chitarristici sono principalmente Eddie Van Halen, Jimi Hendrix, Joe Satriani nel rock, Wes Montgomery e Django Reinhardt nel jazz, Antonio Forcione e Tommy Emmanuel nell’ambito acustico, ma adoro molti altri chitarristi che ho ascoltato e apprezzato negli anni (Michael Hedges, Steve Vai, Jimmy Page, Blackmore, Andrea Braido, Guthrie Govan, Al Di Meola, Jason Becker, Greg Howe etc.).

Ci puoi raccontare quando hai scritto i brani di Handmade e la genesi della produzione dell’album? I brani di questa mia ultima fatica discografica li ho composti tra il 2024 e il 2025, solo Irish Tunnel e Amarcorde erano già usciti in precedenza e in questo vinile sono stati remixati per l’occasione. All’inizio era mia intenzione fare uscire diversi pezzi come brani singoli, ma poi ad un certo punto su suggerimento di diversi amici e persone che mi seguono da anni è nata l’idea di un album stampato rigorosamente solo in vinile.

Come collocheresti l’album nella tua ricca collezione discografica? Per me Handmade rappresenta un album dove la chitarra acustica e classica trovano il giusto equilibrio con composizioni dove riesco ad esprimere gran parte delle esperienze maturate negli anni.

Handmade è stato pubblicato solo nella versione vinile; è una scelta coraggiosa nell’attuale panorama musicale, dominato dalle piattaforme online. Ho preso la difficile scelta di pubblicare l’album solamente in vinile (180 grammi) perchè è un supporto che mi ha sempre affascinato e perchè tutto mi riporta negli anni della mia formazione musicale e non solo. La cover, l’odore del prodotto finale, il suono, il crepitio della puntina sui solchi, anche se alcune tracce verranno pubblicate anche sulle piattaforme online, ma per ascoltare tutto il lavoro l’unica soluzione è avere il 33 giri sul piatto.

Come è nata la collaborazione con i musicisti che hanno partecipato alla registrazione del disco? I musicisti che hanno partecipato alla realizzazione del disco sono tutte persone con cui ho suonato nel corso del tempo e che stimo: Marina Bargone (che è anche la mia compagna nella vita) alla voce, Stefano Andreutti alle percussioni, Antonio Merici al violoncello, Paolo Viezzi al contrabbasso. Il featuring più prestigioso e che mi ha riempito di gioia è quello del chitarrista Antonio Forcione, musicista e artista conosciuto in tutto il mondo che vanta una ventina di dischi all’attivo con collaborazioni prestigiosissime. Il suo lavoro artistico è il motivo per cui sono passato alla chitarra acustica, i suoi dischi e le sue esibizioni mi hanno ispirato moltissimo e hanno lasciato un segno profondo nel mio modo di creare musica.

Sono andato tante volte a vederlo dal vivo nei suoi concerti a Londra (città dove vive), negli anni è nata un’amicizia e per questo ho provato a chiedergli se era possibile averlo come ospite per un featuring nell’album. Lui ha accettato e la cosa ancora più sorprendente è che ha scelto di suonare proprio su un mio brano intitolato ANTONIO, dedicato alla sua arte. Ascoltare la sua chitarra su un mio brano è una soddisfazione enorme, lo ringrazio di tutto cuore. Grazie mille Maestro.

U carcamagnu è dedicata a Paolo Villaggio. Ci racconti come è nata la canzone? U Carcamagnu è il primo singolo disponibile sulle piattaforme online e rappresenta un sentito tributo ad una delle figure cinematografiche che ha cambiato il cinema comico italiano, portando una serie di parole e modi di dire nell’immaginario di tutti noi: Paolo Villaggio. Il titolo, preso da uno sketch tratto dal suo film Sogni mostruosamente proibiti, si sposa benissimo con lo spirito allegro e frizzante del brano. Potete godervi il video con 42 location diverse di Udine, sul mio canale youtube.

Sei legato a uno o più brani in particolare di Handmade, e per quale motivo? Sono molto legato ad ognuna delle singole tracce di Handmade, ogni pezzo rappresenta un percorso, un’esperienza, una parte di me, un pezzo della mia vita.

Parafrasando uno splendido brano del mio amico cantautore Claudio Sanfilippo, in qualità di creatore di musica, ti senti più sovrano o prigioniero? Oggi come oggi in qualità di creatore di musica non mi sento assolutamente prigioniero, ma libero di fare ciò che più mi ispira e mi soddisfa, non ho un genere, uno stile e soprattutto un obbiettivo commerciale. Da questo punto di vista mi sento artisticamente libero, con tutti i pro e i contro, ovviamente.

Come di consueto, una domandona che mi piace fare qui su InstArt agli artisti con i quali parlo di musica. Nell’industria musicale ritengo ci sia una mancanza di spazi, un allontanamento culturale sempre più pericoloso che sostanzialmente tende a proporre i prodotti più vendibili nascondendo ad arte tutto ciò che non si può tradurre immediatamente in denaro. Cosa ne pensi? Attualmente nell’industria discografica sembra ci sia spazio per tutti, ma in realtà è solo un miraggio, devi pagare per tutto, promozione, stampa, recensioni e in tante realtà anche per suonare live. Non vedo margini di miglioramento. Bisogna creare per il gusto di farlo, non per guadagnare, altrimenti si rischia di farsi del male.

Quali sono i tuoi programmi artistici e i tuoi impegni musicali nell’immediato futuro? Attualmente sto promuovendo il disco e questa estate ho diversi appuntamenti live per farlo. Il 30 maggio ore 20,30 sarò a Udine alla corte del Giglio a raccontare la genesi dell’album e un po’ della mia carriera musicale poi il 25 giugno sarò all’Un-cover Music Festival a Caneva di Pordenone, il 16 Luglio aprirò il concerto di Antonio Forcione a Udin&jazz. Altre date stanno per essere confermate. Seguitemi pure sui social anche per tutta l’attività live con le altre formazioni.

Michele, ti ringrazio per la chiacchierata e prima di salutarti ti chiedo di indicare ai lettori di InstArt come si può acquistare il vinile di Handmade. Grazie a voi per l’intervista e la disponibilità. Per acquistare Handmade potete contattarmi personalmente tramite i social oppure lo trovate in vendita a Udine al Factory in via Gemona, al Kobo Shop in via Palladio e all’Angolo della musica in Viale Leonardo da Vinci. Ci si vede ai concerti, buona musica a tutti.