Ci sono concerti che funzionano come piccole macchine del tempo perché riescono a riportare sul palco un linguaggio musicale che conserva intatto il proprio fascino. È quello che è accaduto il 20 febbraio 2026 al Teatro Pasolini di Cervignano del Friuli, dove i Dirotta su Cuba sono tornati a esibirsi grazie alla programmazione di Euritmica, regalando al pubblico una serata di grande energia e di puro acid soul funk.
Fin dall’attacco si percepisce una band rodata, compatta, capace di muoversi con naturalezza dentro un repertorio che negli anni Novanta ha segnato una stagione importante del pop-funk italiano. Il groove è quello giusto: sezione ritmica precisa, fiati eleganti, tastiere e chitarre che dialogano con gusto senza mai eccedere. Un suono caldo e dinamico che restituisce quella cifra stilistica che ha sempre contraddistinto il progetto Dirotta su Cuba.
Al centro della scena rimane naturalmente Simona Bencini. La cantante fiorentina dimostra ancora una volta quanto la sua voce sia uno degli elementi identitari della band: potente, espressiva, capace di passare dal soul più raffinato all’energia funk con assoluta disinvoltura. La sua presenza scenica è solida, comunicativa, sempre pronta a coinvolgere il pubblico con naturalezza.
La scaletta scorre tra alcuni dei brani più rappresentativi della loro storia. “Gelosia”, “Liberi di liberi da” e “Solo baci” arrivano come momenti di immediata riconoscibilità, accolti con entusiasmo da una platea che dimostra di conoscere e amare ancora queste canzoni. Brani che non necessitano di nuovi arrangiamenti o aggiornamenti stilistici: sono già costruiti su strutture armoniche e ritmiche che mantengono un’eleganza evergreen.
Qualche piccola imperfezione si è percepita nell’audio in uscita, non sempre perfettamente bilanciato nella resa complessiva della sala. Un dettaglio tecnico che tuttavia non ha compromesso la qualità della performance né l’atmosfera della serata.
Il pubblico del Pasolini ha risposto con partecipazione sincera, accompagnando i brani con applausi convinti e sonore manifestazioni di gradimento. Un concerto vissuto con entusiasmo e leggerezza, in perfetta sintonia con lo spirito di una band che ha sempre fatto del groove e della comunicazione diretta con il pubblico uno dei propri punti di forza.
Alla fine resta la sensazione di aver assistito a un ritorno gradito e autentico: quello di una formazione che continua a difendere con classe e coerenza un modo di fare musica ancora capace di suonare fresco e vitale.
Un ringraziamento finale va a Euritmica per aver dato al pubblico la possibilità di essere presenti a questa serata e di ritrovare dal vivo una delle esperienze più riconoscibili del funk italiano.
© Massimo Cum per instArt