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Dal 29 al 31 ottobre è assolutamente da non perdere “Autoritratto” di Davide Enia, uno degli artisti più significativi, profondi, originali e coraggiosi che il teatro abbia espresso negli ultimi anni, vincitore di premi di prestigio, come l’UBU, sia come autore che come attore.

In “Autoritratto” ci riporta alla memoria fatti della nostra storia dagli anni Ottanta fino al 1992: le stragi di mafia di Cosa Nostra viste da un giovane che a Palermo fin dagli 8 anni d’età, impara a conoscere il male deformante di un potere che sovrasta. Lo fa attraverso il linguaggio che gli è proprio e che nasce dall’intreccio di cunto e parole, corpo e dialetto, per affrontare un tema drammatico e che riguarda tutti: il rapporto nevrotico con Cosa Nostra e il suo devastante impatto emotivo nella vita di ognuno. È una questione che ha a che fare con la coscienza collettiva: la mafia infatti per ragioni diverse – riflette l’artista – non è mai stata affrontata in modo obiettivo, ma piuttosto minimizzata, sottostimata, banalizzata, rimossa o, al contrario, mitizzata. Enia parte allora da sé stesso e si confronta con il tema, senza omertà, scavando dentro i fatti ma anche le strutture di pensiero più radicate ed i comportamenti.

Infine “Apocalisse tascabile in scena l’1 e 2 novembre assume invece il tono di un “atto eroicomico”, dove la parola è molto giocosa, ma contiene in sé i germi della violenza cui tutti siamo sottoposti, dalle attuali dinamiche del mercato. Niccolò Fettarappa con Lorenzo Guerrieri rappresenta l’ultima generazione di artisti e attraverso il suo linguaggio ironico e disincantato prende a pretesto la fine del mondo per risvegliare quella “debole forza messianica” che secondo Benjamin si deposita in ogni generazione, in attesa d’essere portata alla luce per scardinare il mondo. Scomoda addirittura Dio che apparirà in un supermercato per annunciare a pochi clienti disattenti l’apocalisse ormai vicina.

Nel proprio modo, ogni compagnia, ogni artista, pone interrogativi al pubblico, sollecita una partecipazione, una riflessione e una coscienza collettiva viva e reattiva.

Comunicato Stampa