Dalla montagna friulana il videoclip di “Fémene” di Franco Giordani, un inno alla forza delle donne
Tratto dal film Fora pal mont, il brano in lingua locale trasforma i ricordi e il riscatto delle valli del Friuli in un omaggio universale alla forza e al sacrificio delle donne.

Sabato 3 ottobre è stato pubblicato nelle principali piattaforme digitali il video ufficiale della canzone Fémene del cantautore friulano Franco Giordani, sigla finale del film Fora pal mont (I passi rimasti) dei registi Lorena Trevisan e Michele Pastrello. Tratta dall’omonima poesia di Bianca Borsatti, la traccia musicale si configura come un omaggio universale alla resilienza e alla determinazione femminile. La musica, cantata nella variante della lingua friulana di Claut, paese di origine di Franco Giordani, dà voce a tutte le donne che, in ogni tempo e luogo, si sono sacrificate e hanno lavorato instancabilmente per proteggere e far crescere i propri figli e le proprie famiglie creando le basi di una futura emancipazione. Il brano è stato registrato presso gli Invisible Studios di Premariacco in collaborazione con il fisarmonicista Paolo Forte e Leo Virgili, che ha curato anche il mixaggio. Il documentario “Fora pal mont (I passi rimasti)” racconta con testimonianze dirette la straordinaria e poco conosciuta storia delle sedonere dell’alta Valcellina, donne originarie dei paesi di montagna del Friuli Occidentale che, dalla fine dell’Ottocento fino alla metà degli anni ’50, intrapresero un’emigrazione circolare e stagionale come venditrici ambulanti. Per sfuggire alla povertà delle loro terre isolate, lasciavano temporaneamente le proprie case per scendere a piedi verso le pianure e le grandi città italiane, spingendo pesanti carretti di legno con ruote di ferro carichi di utensili e cucchiai di legno, da cui il nome sedonere, da “sedon”, cucchiaio.
“Sono molto felice di essere stato contattato dai registi e aver avuto l’opportunità di far parte del cast di questo documentario, che mi emoziona profondamente” dice Franco Giordani. “La melodia della canzone, nata dal testo della poetessa Bianca Borsatti, mia compaesana, mi è arrivata direttamente dall’anima. Per me le radici sono importanti, così come la lingua del cuore, che nel mio caso è quella parlata nell’Alta Valcellina. Ringrazio gli amici musicisti Leo Virgili e Paolo Forte per avermi aiutato a creare l’atmosfera che cercavo e, naturalmente, Lorena Trevisan e Michele Pastrello. Hanno realizzato un’opera importante che, partendo da un microcosmo come quello della Valcellina, si rivolge a un processo universale di crescita e di ricerca di indipendenza delle donne”.
Link del video:
@ Massimo Cum per instArt