Se vivrò dovrò pure tornar
Le parole di Pasolini come atto d’amore per il friulano
In prima nazionale lo spettacolo bilingue tra teatro e musica
Una coproduzione Teatri Stabil Furlan e Storica Società Operaia di Pordenone

Partire, tornare, vivere e ricordare. C’è tutta la vita, il pensiero, l’azione politica e poetica di Pier Paolo Pasolini nel nuovo spettacolo che prende il titolo da una frase che il poeta scrisse a Novella Cantarutti in una lettera da Roma nel 1954: “Se vivrò dovrò pure tornare”. «Davanti al Friuli dovrei ricominciare tutto daccapo: e, a pensarci, qualcosa mi prende alla gola: un senso insieme di morte e di vita». Da qui nasce il progetto di coproduzione del Teatri Stabil Furlan (Tsf) e della Storica Società Operaia di Pordenone (Somsi) per il centenario della nascita dell’artista e intellettuale che oggi riposa in quella terra madre che gli fu lontana. Uno spettacolo intenso, diretto e toccante che coinvolge anche i giovani, con studenti in platea e sul palco. L’anteprima è in programma all’Auditorium Concordia di Pordenone sabato 29 ottobre con una doppia recita: in matinée per le scuole superiori e alle ore 20.45 aperta al pubblico, evento anticipatore della prima nazionale che andrà in scena al Teatro Nuovo Giovanni da Udine giovedì 3 novembre alle 20.45 (tutte le informazioni sul sito teatristabilfurlan.it)
Il testo della pièce, in lingua italiana e friulana a rimarcare i significati esistenziali e civili di una coscienza autonomista friulana in divenire, porta il sottotitolo “L’età del pane” ed è firmato da Lisa Moras, dramaturg dello spettacolo, insieme a Carlo Tolazzi e Tarcisio Mizzau. Gli attori, diretti nella regia dal direttore artistico del Tsf Massimo Somaglino, sono Giulia Cosolo, Serena Di Blasio e Alessandro Maione, nei molteplici ruoli che scolpiscono i diversi personaggi, con Carla Manzon “matriarca” e custode della memoria del Pasolini friulano.
In scena anche gli strumentisti dell’ensemble Orpheus composto da Nicola Bulfone al clarinetto, Adolfo Del Cont alla fisarmonica, Beatrice De Stefani al violino, Ilaria Polese alla viola, Elena Borgo al violoncello e Fabio Serafini al contrabbasso. Un sestetto chiamato ad eseguire dal vivo una trama sonora pregnante con musiche originali del compositore friulano Renato Miani che per l’occasione ha composto una partitura inedita, dove gli echi della musica friulana antica fatta danze, canoni, cjants e villotte, viene rielaborata su nuove forme a commentare gli ambienti, le gesta e gli stati emotivi dei personaggi. Ad orchestrare il coordinamento musicale c’è il Maestro Eddi De Nadai che porta sulla scena in un dato momento, a rappresentare “la meglio gioventù”, anche il coro giovanile “SingIn” formato da studenti dei Licei Leopardi-Majorana e Grigoletti di Pordenone e del Liceo artistico Galvani di Cordenons preparati da Dewis Antonel, secondo gli obiettivi culturali del progetto Orpheus della Somsi che introduce i giovani alla comprensione della musica operistica – e della corrispondente drammaturgia – contemporanea.
La trama, in uno spazio insieme reale e della memoria, si muove nell’incontro e scontro di tre generazioni di donne, unite e divise alla ricerca di un’appartenenza concreta e necessaria per la riconquista di un’identità svilita da un globalismo dilagante. Una vicenda personale e familiare che si fa universale, muovendosi sulla spinta di quei profondi ideali iniziati da grandi figure come Tiziano Tessitori, Gianfranco D’Aronco, Fausto Schiavi e lo stesso Pasolini, tra i firmatari del manifesto del “Movimento popolare Friulano per l’Autonomia Regionale” che ha fondato le basi per l’ottenimento della specialità della Regione Autonoma Friuli Venezia-Giulia, ancora una volta basata sull’incontro di lingue, identità dei popoli.
Un’operazione di ampio respiro per un grande spettacolo: “Se vivrò dovrò pure tornare”. Una produzione di significato che ha attivato una rete di partner composta da: Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Comune di Udine, Comune di Pordenone, ARLeF, SPK Teatro e Centro Studi P.P. Pasolini di Casarsa.

INFORMAZIONI E BIGLIETTI
L’anteprima di Pordenone è sabato 29 ottobre all’Auditorium Concordia in doppia replica: in matinée alle ore 11.15 riservata alle scuole superiori (solo su prenotazione ai recapiti della Società Operaia di Pordenone: tel. 0434 520820 – info@somsipn.it – www.somsipn.it), la sera alle 20.45 aperta a tutti.
Per la prima nazionale al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, giovedì 3 novembre alle ore 20.45, la biglietteria è disponibile presso il CSS Teatro Palamostre (da lunedì al sabato, dalle ore 17.30 alle ore 19.30. Tel: 0432 506925; mail: biglietteria@cssudine.it), oltre che nella sede dello spettacolo a partire da un’ora prima dell’inizio. Tutte le informazioni sono sul sito www.teatristabilfurlan.it (mail: info@teatristabilfurlan.it; tel: 392 3273719).
Gli aggiornamenti e tutte le novità sono reperibili anche sulle pagine Facebook ed Instagram del Teatri Stabil Furlan e della Società Operaia di Pordenone.

comunicato stampa

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