La quinta edizione del festival multidisciplinare “AlienAzioni” organizzato dall’associazione Gorizia Spettacoli – che esplora fino a fine mese i molteplici aspetti della follia e del disagio declinato in molte forme tra incontri, dibattiti ed eventi spettacolari – riporta domani, sabato 12 novembre, il suo pubblico a teatro con la presentazione di uno dei testi più celebri della letteratura e del cinema e delle scene internazionali, “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, in programma al Kulturni Dom alle 20.45. Il celebre romanzo pubblicato da Ken Kesey nel 1962 dopo aver lavorato come volontario in un ospedale psichiatrico californiano narra, attraverso gli occhi di Randle McMurphy, uno sfacciato delinquente che si finge matto per sfuggire alla galera, la vita dei pazienti di un manicomio statunitense e il trattamento coercitivo che viene loro riservato. Nel 1971 Dale Wasserman ne realizzò per Broadway un adattamento scenico che costituì la base della sceneggiatura dell’omonimo film di Miloš Forman, interpretato da Jack Nicholson ed entrato di diritto nella storia del cinema mondiale. La drammaturgia di Wasserman torna in scena nella produzione firmata da Gad Città di Trento nella traduzione di Giovanni Lombardo Radice e la regia di Alberto UezLo spettacolo dibatte temi universali come i diritti dell’individuo, l’intolleranza etnico-culturale e il disagio mentale nell’America degli anni ’70. Il protagonista ricoverato in un ospedale psichiatrico comprende da subito la condizione alla quale sono sottoposti i suoi compagni e nonaccettando la situazione si ribella e sul suo esempio anche gli altri degenti (soggetti vulnerabili, passivi e inerti) provano ad opporsi alle dure regole e alla rigida disciplina imposte dalla caporeparto infermiera Ratched. La scena si presenta, simbolicamente, come un carcere tra chiusure, sbarre e strumenti di costrizione. Oscillando tra farsa e tragedia, lo spettacolo risulta una vera lezione d’impegno civile e di denuncia contro i metodi adottati all’interno dei manicomi, oltre che una metafora sul rapporto tra individuo e potere. In scena i quindici attori della compagnia Gad Città di Trento.

comunicato stampa

 

Share This