Pordenone Docs Fest Le Voci dell’Inchiesta
Con più di mezzo milione di interazioni web e più di 2000 visioni su www.adessocinema.it
Si è chiusa domenica la XIII edizione del festival con un grande successo di pubblico “virtuale”
Our time machine (Cina) vince il Gran premio della giuria capitanata da Valerio Mastandrea e The
Journey (Svizzera) si aggiudica il premio della giuria Giovani
Menzioni speciali a La Cravate (Francia) e The Painter and the Thief (Norvegia)

“Siamo contenti, ma ci manca la sala di Cinemazero e il pubblico. On-line non è lo stesso”

Si è conclusa domenica 15 novembre la XIII edizione del Pordenone Docs Fest – Le Voci dell’Inchiesta,il festival di Cinemazero che per la prima volta in 13 anni si è svolto completamente online sulla piattaforma www.adessocinema.it.
Un esperimento che ha il sapore del successo: più di 300 persone collegate in diretta sulle pagine social del festival alla Cerimonia d’apertura con la consegna del premio Il Coraggio delle Immagini al conduttore della trasmissione Report Sigfrido Rannucci; più di 2000 visioni dei documentari sulla piattaforma on demand Adessocinema e oltre 700.000 di interazioni – partecipi ed entusiastiche – sul web.
Un riconoscimento importante della qualità della proposta che per la prima volta varca sul web i confini regionali, vincolati alla “fisicità” della sala: gli spettatori di questa edizione provenivano da tutta Italia: dal Friuli Venezia Giulia, fino alla Sicilia, con picchi in Lombardia ed Emilia Romagna.
“Siamo particolarmente contenti del risultato di questa edizione” commenta Riccardo Costantini,coordinatore del festival, e aggiunge: “A marzo col programma pronto per andare in stampa abbiamo dovuto chiudere le sale e rimandare a ottobre. Ora, a due settimane dal festival ci siamo visti costretti a trasferire tutto il programma online. Nonostante la rapidità dello sforzo, la visibilità nazionale è stata notevole. Trasferirlo su una piattaforma ci ha permesso di raggiungere pubblici diversi e lontani. Però dobbiamo essere onesti: il cinema è un’altra cosa. La qualità è data dal grande schermo e per i contenuti “impegnati” del festival è necessaria socialità reale. Cinemazero è soprattutto il suo pubblico, che sa riconoscere il valore dei film. Abbiamo scelto appositamente una piattaforma che consenta di fare un lavoro simile a quello cinematografico che facciamo di solito. Il lavoro culturale non va poi svenduto, è una questione anche di educazione al consumo. Non si tratta di numeri di visualizzazioni, per molti facili da “gonfiare”, ma di modi di uso e risultati di ricaduta. I film che presentiamo arrivano da tutto il pianeta al festival dopo un immane lavoro di selezione. Solo le grandi piattaforme possono garantire tanti contenuti – spesso di scarsa qualità – a prezzi ridotti…e senza dare dati di pubblico.
Noi non abbiamo timore a darli e non siamo in competizione con esse. Offrire cultura on-line ha molti limiti, c'è necessità che il sistema culturale rifletta su dati e risultati, senza voler inseguire solo i grandi numeri, e sulla scelta di offrire di tutto gratis o deprezzandolo in forma virtuale.”
Pordenone Docs fest non sarebbe stato possibile grazie al sostegno dei numerosi sponsor che alla notizia del ridimensionamento del festival su piattaforma online hanno voluto far sentire la loro vicinanza a riconferma che il festival è innervato nel proprio territorio, costruendo una fitta rete di legami con le più importanti realtà del territorio.
Anche per questa edizione la kermesse di Cinemazero ha vantato il sostegno della regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Pordenone – Assessorato alla Cultura, della Fondazione Friuli, di Crédit Agricole Friuladria, di Coop Alleanza 3.0, di ArpaFVG –  Laboratorio Regionale di Educazione Ambientale, Europa Cinemas e il Ministero per i beni e le attività culturali, senza dimenticare il sostegno dell’Associazione Il Capitello, dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, l’ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia e del Circolo della Stampa di Pordenone per la consegna del premio Il Coraggio delle Immagini a Sigfrido Ranucci.
Con il festival proposto in piattaforma abbiamo raggiunto un pubblico molto più vasto, consolidando; affermazione nazionale della manifestazione.” Aggiunge Giovanni Lessio, presidente di Cinemazero.
Ricco di contenuti, di contatti e di approfondimenti, questa edizione ci incoraggia a pensare di articolare ancor di più questa iniziativa anche con progetti di spin off della stessa. Non basta più solo; appuntamento tradizionale festivaliero, che deve peraltro restare il momento di sintesi significativo di un lavoro molto accurato, ma la proposta culturale deve potersi spalmare su tutto ;anno trovando collaborazioni prestigiose e il sostegno del mondo universitario. Stiamo lavorando proprio su questo e abbiamo già delle interessanti proposte per consolidare e promuovere vieppiù questa esperienza.
Anche se in diretta streaming non è mancata neanche quest’anno la cerimonia di chiusura con la consegna dei premi ai documentari in concorso. Valerio Mastandrea, Anastasia Plazzotta, distributrice cinematografica e il critico e regista Mario Sesti hanno consegnato il Gran Premio della Giuria al film cinese Our Time Machine dei registi Yang Sun, S. Leo Chiang e Shuang Liang.
“Il documentario” spiega Mario Sesti “racconta una storia sconosciuta, rivelando artisti eccezionali.” “Il film che ha vinto” aggiunge l’attore e regista Mastandrea “mi ha emozionato enormemente.
Molto spesso – e lo dico da uomo che fa questo mestiere – ci dimentichiamo anche noi che il valore del cinema e dell’arte in generale è quello di emozionare. E che attraverso le emozioni si arriva dappertutto, dentro se stessi, in mezzo agli altri.”
La giuria ha voluto anche assegnare anche una menzione speciale al francese La Cravate, per il suo stile particolare e inusuale e per un’originalità che, come sottolineato da Anastasia Plazzotta, ha colpito tutti i giudici che hanno apprezzato la selezione di grande qualità di Pordenone Docs Fest.
Anche la giuria giovani, composta da ragazzi under30, ha voluto conferire una menzione speciale al norvegese The Painter and the Thief per il tema trattato ;amicizia fra una pittrice derubata dei suoi quadri e il ladro), mentre il premio Young Award è andato allo svizzero The Journey perché ha saputo emozionare un pubblico giovane con una storia d’amore senza tempo e senza età, sentimento capace di far superare tutte le difficoltà della vita.
A questo premio si aggiunge anche il neonato Crédit Agricole FriulAdria “Green Documentary Award” all’italiano Beautiful things di Giorgio Ferrero.
“Il nostro desiderio” conclude Riccardo Costantini “è sempre stato quello di rendere disponibili i documentari anche dopo la kermesse festivaliera, proprio per non esaurire nel solo evento; enorme lavoro di ricerca e ricaduta sul territorio. Ora  con www.adessocinema.it questo è finalmente possibile.
I film saranno disponibili, con tutti gli approfondimenti prodotti per il festival, sulla piattaforma on-demand e potranno essere votati dal pubblico per concorrere a uno dei premi a cui noi teniamo di più, il premio del pubblico, che speriamo di poter riabbracciare presto nelle nostre sale!”

comunicato stampa

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