Dal 21 maggio al 06 settembre 2026 Villa Manin ospiterà un capolavoro dell’arte pittorica europea. In prestito dal Thetermuseum di Vienna è infatti giunta nella Villa Dogale la Nuda Veritas di Gustav Klimt.
La mostra è organizzata dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia e MondoMostre in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum della capitale austriaca.
Evento di grande rilievo culturale, il prestito rappresenta l’importanza del dialogo culturale a livello europeo e testimonia il felice momento che vive il polo di Passariano che nel 2025 ha visto duplicare il numero di visitatori giunti a superare i 220 mila grazie ad una serie di eventi di portata internazionale.
La Nuda Veritas, opera definita inamovibile, molto raramente ha lasciato le mura che la ospitano tradizionalmente. L’occasione di Villa Manin è dunque di quelle da non lasciarsi scappare.
L’opera, olio su tela delle dimensioni di 252×56 centimetri, è considerata uno dei capolavori di Klimt, icona della Secessione Viennese ed è datata 1899.
La mostra, curata da Caecilia Bischoff, nasce per esporre un’unica opera che viene illustrata con pannelli nei quali vengono ripercorsi la biografia di Gustav Klimt, i suoi rapporti con l’Italia, le tecniche esecutive ed i significati che la accompagnano.
Sì, perché Nuda Veritas è un’opera che racchiude in sé diverse chiavi di lettura e rappresenta un vero e proprio messaggio in codice.
‘Klimt’, affermano le note della curatrice della mostra, ‘non ha dipinto un nudo sotto le spoglie di un’allegoria, bensì ha dipinto un’allegoria sotto le spoglie della nudità’.
Klimt raffigura la sua visione della verità attraverso il corpo nudo di una donna dai fluenti capelli rossi, gli occhi di un azzurro trasparente e la bocca volitiva, con in mano uno specchio rivolto nella direzione del visitatore ed un serpente a cingerle i polpacci. Sopra il capo della donna un’iscrizione, tratta da Schiller, ci rammenta che l’opera d’arte può piacere a pochi e che piacere a molti è un male.
Un dipinto dalle diverse chiavi di lettura esplicitate nei vari pannelli illustrativi: il visitatore potrà dunque scegliere quello che maggiormente gli si avvicina e soprattutto potrà soffermarsi a contemplare quest’opera potente che ‘rivendica con forza la libertà di essere vista, ascoltata e riconosciuta senza compromessi’.
‘Dichiarazione di libertà, bellezza e espressione individuale’, Nuda Veritas fu inclusa nella quarta esposizione della Secessione, movimento artistico di cui Klimt fu fondatore ed esponente principale, nato allo scopo di unire le diverse discipline artistiche come pittura e architettura per contrastare l’estetica dell’arte accademica e promuovere la libertà artistica. 
A presentare la mostra nelle sale di Villa Manin oltre alla curatrice, la direttrice dell’Ente regionale per il Patrimonio Culturale Lydia Alessio-Vernì, il direttore del Theatermuseum e l’Amministratore Delegato di MondoMostre. Nelle parole del direttore del Kunsthistorisches Museum la convinzione che in un periodo di rinnovate tensioni sociali interne ed internazionali, quest’opera interroga sul vero significato della parola verità e rammenta come continui ad essere necessario tenere a mente che ‘l’Europa è sempre stata anche un progetto di apertura, di dialogo sulla verità e di libertà artistica’.
Laura Fedrigo