Il turismo riparte da Pasolini a Casarsa della Delizia dopo il lungo inverno del Covid-19: sabato 22 maggio la rassegna Lùsignis propone un interessante evento che unisce una pedalata alla scoperta di alcuni luoghi pasoliniani e una riflessione sulla ruralità perduta del secondo Dopoguerra da parte del celebre poeta e intellettuale.
Si parte alle 15 dalla corte ex Zuccheri di San Giovanni in bicicletta per raggiungere il borgo abbandonato di Marzinis, appartenente al Comune di Fiume Veneto ai confini con quello di Casarsa della Delizia. Lungo il percorso l’architetto Moreno Baccichet offrirà chiavi utili alla lettura dei segni territoriali, delle sedimentazioni e dell’evoluzione socio-economica del paesaggio agrario. A Marzinis, Marta Mio e Gianfranco Badin faranno da guida alla storia del borgo, che era molto caro a Pier Paolo Pasolini.
Al rientro a Zuccheri alle 18 ci sarà l’incontro con il professor Davide Papotti dell’Università di Parma intitolato “Tornerà l’età del pane?” sulla riflessione civile pasoliniana che nel secondo Dopoguerra propose temi oggi di grande attualità: il recupero dell’economia agricola, l’attenzione alla sostenibilità, alla cura del paesaggio, alle scelte amministrative rispettose dei luoghi e di coloro che li abitano. Introduzione musicale dal vivo con il fisarmonicista Paolo Forte.
Partecipazione gratuita ma con prenotazione obbligaria contattando l’Ufficio cultura del Comune di Casarsa della Delizia (telefono 0434 873981 email cultura@comune.casarsadelladelizia.pn.it).
In caso di pioggia la visita guidata sarà annullata mentre l’incontro si svolgerà al Teatro Pier Paolo Pasolini.
Lùsignis – Nei borghi di Pasolini – Primavera 2021 è realizzato da Città di Casarsa della Delizia, Assessorato alle Politiche culturali e del Territorio con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con Comune di Sedegliano, Centro Studi Pier Paolo Pasolini, Centro Studi Padre David Maria Turoldo, Pro Casarsa della Delizia, Par San Zuan.
BIOGRAFIA PAPOTTI
Davide Papotti è professore associato presso il Dipartimento “DUSIC – Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali” dell’Università di Parma, dove insegna Geografia culturale e Geografie letterarie. Si occupa principalmente di rapporti fra geografia e letteratura, di marketing territoriale e turistico, della geografia culturale dell’area rivierasca del fiume Po. Fra le sue pubblicazioni i volumi Geografie della scrittura. Paesaggi letterari del Medio Po (La Goliardica, Pavia 1996) e, con Marco Aime, L’altro e l’altrove. Antropologia, geografia e turismo (Einaudi, Torino 2013).
Gli uomini di questo universo non vivevano un’età dell’oro, come non erano coinvolti, se non formalmente con l’Italietta. Essi vivevano quella che Chilanti ha chiamato l’età del pane. Erano cioè consumatori di beni estremamente necessari. Era questo, forse, che rendeva estremamente necessaria la loro povera e precaria vita. Mentre è chiaro che i beni superflui rendono superflua la vita (tanto per essere estremamente elementari, e concludere con questo argomento).
(Lettera aperta a Italo Calvino. Pasolini: quello che rimpiango, «Paese Sera», 8 luglio 1974 poi in Scritti corsari).
Comunicato Stampa
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