LoLA, il Trio Jazz suona in sincrono: ma il pianista si trova a Lubiana (e a Tallin), il violinista a Trieste, il contrabbassista a Vienna. Esperimento storico, perfettamente riuscito, per la tecnologia del fare musica a distanza

Tre solisti suonano da tre città diverse, ma la partitura è comune e i tre musicisti appartengono allo stesso Jazz Trio. E’ l’ultima frontiera della tecnologia LoLa 2.0 (Low Latency), la nuova versione del sistema messo a punto dal Conservatorio Tartini di Trieste con la Rete GARR, per suonare e fare didattica superando i confini geografici e riducendo a livello impercettibile le latenze dovute alla distanza. con una qualità audio e video altissima. Il test si è svolto venerdì 6 novembre, nell’ambito del Congresso 2020 dell’Associazione Europea dei Conservatori, con i musicisti “disseminati” in diverse città europee: al Conservatorio Tartini di Trieste si trovava il violinista Sebastiano Frattini, mentre il contrabbassista austriaco Christian Kalchhauser si esibiva, in sincrono, in collegamento dall’Università di Musica e Arti Performative di Vienna, e il pianista Blaz Avsenik  si trovava all’Accademia della Musica di Lubiana. Una seconda formazione del Trio si è esibita con la pianista Kirke Karja  nella sede dell’Accademia di Musica e Teatro di Tallinn (Estonia), in sostituzione del pianista sloveno. Fare musica in contemporanea tra due sedi era già possibile con la prima versione di LoLa (Low Latency), il test di ieri ha reso possibile estendere a tre i luoghi collegati, utilizzando fino a 4 telecamere per una migliore esperienza della performance live. “Una modalità che risulterà utilissima anche per la didattica da remoto – ha spiegato il direttore del Conservatorio Tartini Roberto Turrin – LoLa esordiva nel 2010: dieci anni dopo, nel 2020 pandemico – ha osservato Turrin –  l’interazione a distanza è diventata una necessità stringente. Per questo il Conservatorio Tartini è lieto di poter presentare una tecnologia ulteriormente innovativa, che conferma l’istituzione triestina  fra le realtà di formazione musicale più avanzate in Italia e nel mondo per l’adozione di nuove tecnologie applicate all’educazione musicale”.Fondamentale per raggiungere questo risultato è stato il progetto SWING, nell’ambito del quale è stato possibile mettere a frutto le nuove soluzioni tecnologiche. SWING è un progetto finanziato nell’ambito del programma Erasmus+ e dal 2018 lavora alla creazione di un nuovo profilo di insegnante di musica, in grado di lavorare con le più avanzate tecnologie ICT e con il loro utilizzo ai fini di arricchire la didattica musicale. “L’inaugurazione di una innovazione è sempre emozionante”, racconta Claudio Allocchio, coordinatore del progetto SWING e Senior Technical Officer GARR. “Vuol dire riuscire a rispondere ad esigenze ben definite. Nel progetto SWING abbiamo un’interazione continua tra i docenti e gli studenti, che usano la tecnologia, e coloro che la tecnologia la sviluppano. Questo approccio è fondamentale per lavorare su ciò che è utile davvero”.

Comunicato stampa

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