
Il programma del Festival di Majano ha proposto lo scorso martedì 29 luglio il nuovo spettacolo di Fabri Fibra, “Festival Tour 2025”, un lungo viaggio che è partito dal Circo Massimo di Roma e che si chiuderà all’Unipol Forum di Milano. Fabri Fibra – pseudonimo di Fabrizio Tarducci – della bellezza di 48 anni e di circa 30 di carriera è l’emblema del rap italiano e si può collocare tra il gruppo degli iniziatori. Il suo esordio, avviene a metà degli anni novanta con il nome di Fabbri Fil nel gruppo Uomini di Mare; verso il 2002 comincia la sua carriera da solista con la pubblicazione dell’album Turbe Giovanili. Il successo arriva però con gli album Mr. Simpatia nel 2004, che introduce l’uso di un linguaggio esplicito e carico di aggressività che desta scalpore tra una critica non abituata a questo tipo di scrittura e Tradimento del 2006, pubblicato da una major, che svela già dal titolo l’abbandono della scena underground per passare a un’etichetta mainstream. Una storia già sentita e che accomuna Fabri Fibra a diversi altri esponenti del rap italiano. E così Fabri Fibra vende milioni di dischi e guadagna dischi d’oro, di platino e di multiplatino, vince diversi riconoscimenti come il Wind Music Awards, il TRL Awards e numerose gare di freestyle tra cui il Mortal Kombat. Nel 2011 sono uscite due biografie dell’artista intitolate Lo spettro – La storia di Fabri Fibra e Io odio Fabri Fibra, storie di un rivoluzionario del rap. Lo scorso mese di giugno è stato pubblicato Mentre Los Angeles brucia, contenente 17 tracce e i consueti featuring tra i quali Ernia e Massimo Pericolo. L’opera si apre con L’Avvelenata che riprende una strofa della celebre canzone di Francesco Guccini (che ha concesso con piacere la liberatoria al rapper). Lo show inizia circa 10 minuti dopo l’orario programmato, il pubblico è composto da persone che vanno dai 20 ai 60 anni, con una maggioranza di trentenni. Il biglietto d’ingresso è a posto unico e, quindi, lo spazio non è suddiviso in prato e pit; questa situazione consente di assistere a uno show più intimo e caloroso di altri eventi. Il rapper è stupito dal pubblico così numeroso e annuncia che lo show a Majano è uno dei più grandi fatti negli ultimi tempi. Canta diverse canzoni in successione, senza soste. Fabri Fibra, avendo alle spalle una lunga carriera, vuole accontentare tutti i gusti del pubblico per questo sceglie di tagliare tante canzoni prima della fine, così da poter offrire più brani. Il pubblico si mostra caldo e presente durante tutto il concerto ma il culmine viene raggiunto durante i successi del rapper come In Italia (2024), un singolo riproposto l’anno scorso in collaborazione con Emma e Baby Gang che critica la corruzione che vige nel paese che lui definisce “delle mezze verità”, riflette sull’alto tasso di criminalità, sulla disoccupazione e sulla malasanità diffusa in Italia e conferma la sua predisposizione a esprimere le proprie opinioni senza timori di ricevere critiche. A circa metà show inizia a piovere ma nessuno si ferma, anzi, il pubblico si scatena sulle note di Pamplona, la hit senza tempo inclusa nell’album Fenomeno. Sale sul palco il DJ Double S; il rapper rispolvera canzoni dei primi anni 2000 e chiede “Chi c’era nel 2006?” facendomi riflettere sul fatto che non fossi neanche nata… Fibra carica continuamente il pubblico che lo segue e muove le mani seguendo il flow. Verso la fine dello spettacolo il rapper dedica alle ragazze Stavo pensando a te, un brano sentimentale in cui rievoca il suo passato raccontando episodi di serenità e turbamento e esce dalla scena. Solitamente gli artisti fanno passare qualche secondo e tornano. Fabri Fibra, invece, fa trascorrere quasi due minuti, preoccupando i fan che stavano per arrendersi. Al ritorno canta assieme al pubblico Tranne te, uno dei suoi singoli più famosi e Luna Piena, una canzone piuttosto intima. Il concerto è durato circa un’ora e mezza e credo di poterlo considerare uno degli spettacoli più completi a cui ho assistito in questa stagione musicale. E’ stato emozionante vedere all’opera un rapper che, grazie alla sua vasta esperienza, all’eta di quasi 50 anni, dimostra una padronanza assoluta del palco.
© Margherita Giordani