Una partita a scacchi, gioco di strategia e attenzione dove tutto deve essere studiato e nulla può essere lasciato al caso. Cosa lega il gioco degli scacchi ad un matrimonio di lunga data? Più di quanto si pensi: se scopri che tua moglie, dopo anni di matrimonio, ti tradisce e tu sei a tua volta un farfallone traditore ma ti accorgi che non vuoi proprio lasciarla andare, ti inventi una serie di mosse che la portino a capire che nemmeno lei vuole davvero andarsene.

In estrema sintesi è la trama di ‘L’anatra all’arancia’, spettacolo cult del teatro comico, andato in scena al Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Lo spettacolo, firmato da Claudio ‘Greg’ Gregori, vede protagonista Emilio Solfrizzi che condivide il palco con Irene Ferri, Antonia Piccolo, Rubern Rigillo e Beatrice Schiaffino.

Ironia, brio, una carambola di battute trascinano il pubblico lungo le pieghe della spassosa vicenda.

Gilberto conduttore televisivo e la moglie Lisa si scoprono entrambi traditori.

Lui da tempo, lei da poco.

Come spesso succede, per lui tradire è uno sfizio mentre per lei è coinvolgimento emotivo. Gilberto però capisce di non voler perdere la donna con cui ha formato una famiglia e con cui c’è una affinità che con le altre non potrà mai raggiungere. E da scacchista provetto tende la sua tela: ‘ci sta tendendo una tela di ragno… la senti?’ chiede Lisa all’amante nel tentativo di carpire le vere ragioni delle mosse del marito.

Gilberto mostra di accettare l’idea che lei parta con l’amante e addirittura il divorzio a patto che, con un ultimo gesto galante, sia lui ad accollarsene la colpa, consentendo a lei di uscirne con l’immagine della tradita e non della traditrice.

Ma per riuscirci deve farsi trovare in fragrante con un’altra donna, la sua svampita ma avvenente segretaria.

Quindi, tentando di mascherare la sua gelosia, invita i reciproci amanti ad unirsi a loro per un fine settimana nella casa di campagna.

Scopo ultimo è portare la moglie a rendersi conto da sola che lasciare un marito divertente, ironico ed intelligente per un impomatato e noioso conte non la porterà alla felicità.

Anche Lisa si scopre gelosa della giovane segretaria del marito e finirà con il comprendere che l’amore per il marito non è terminato.

Il testo, scritto nel 1967 da William Douglas Home ed adattato da Marc-Gilbert Sauvajon, è considerato uno dei capolavori del teatro leggero.

Curate nei dettagli le scene di Fabiana Di Marco; nella versione dello spettacolo a cura di ‘Greg’ Gregori il gioco degli scacchi che fa da sfondo alle vicende dei protagonisti appare visivamente con la presenza di alcune pedine giganti integrate nella scenografia.

Irene Ferri e Solfrizzi sono impeccabili nel gestire il ritmo e la verve del testo senza cadere nel macchiettistico.

Solfrizzi in particolare con la sua mimica, la gestualità ed i suoi ironici ammiccamenti regala al pubblico più di una occasione per una risata senza mai scadere nel volgare.

Uno spettacolo gustoso e riuscito che sa sorridere di un tema come quello dei tradimenti che nella realtà difficilmente provoca gli stessi sorrisi.

© Laura Fedrigo per instArt
©foto di Bagnoli