Kiko Loureiro approda all’Auditorium Zanon di Udine in una data del tour celebrativo del suo 35° anno di carriera. La data è fissata un martedì, che per la maggioranza delle persone rappresenta la classica coda a una giornata di lavoro impegnativa, ma in quest’occasione il pubblico accorre in numero copioso allo Zanon, spazio accogliente e ideale per uno spettacolo di un trio elettrico. Sono diverse le date del tour di Kiko Loureiro e un plauso particolare va a Euritmica, che è riuscita a portare in Regione una figura così prestigiosa nel panorama attuale del suo genere. Il musicista è conosciuto al grande pubblico soprattutto per aver fatto parte dei Megadeth e Angra, ma anche i suoi album da solista hanno influenzato gli amanti del metal, qui espresso quasi esclusivamente in forma strumentale. L’ultimo album del chitarrista brasiliano – Theory of Mind (2024) ha ricevuto ottime recensioni dalle riviste specializzate e ha evidenziato come non mai il suo virtuosismo attraverso l’esplorazione di nuovi sentieri sonori. Pedro Henrique Loureiro ha dichiarato di essersi ispirato a chitarristi come Eddie Van Halen
 e Jimmy Page  e già diciannovenne è entrato a far parte degli Angra, con una collaborazione protrattasi dal 1993 al 2014. Dal 2015 al 2023 ha fatto parte dei Megadeth, partecipando alle incisioni di Dystopia (2016) e The sick, the dying… and the dead (2022). La sua discografia solista è molto ricca e comprende 6 opere a partire da No gravity (2005). L’Opening Act è affidato a Andy Addams, chitarrista colombiano che si è esibito in diversi festival musicali di fama mondiale e ha aperto i concerti di artisti di grande rilievo tra cui il (mai troppo) compianto Ozzy Osbourne e Skid Row. Si presenta sul palco con un abbigliamento stile “motaro”: propone un set energico inserendo anche alcune cover: una buona apertura dello show. La band di Loureiro è composta da Bruno Valverde (AngraRichie KotzenAdrian Smith) alla batteria e Felipe Andreoli (Angra
Sons of Apollo); un trio in grado di creare un sound – se si può dire – essenziale e nello stesso tempo potente e completo, i cui riferimenti non vanno ricercati solo dal mondo Trash-metal, Power-metal e progressive, rievocando a tratti sonorità tipiche dei Voivod, dei Rush e anche, stilisticamente, l’opera di Steve Morse. L’esecuzione di Reflective – tratto dall’album Sound of innocence del 2012 – ci fa capire subito quale sia la cifra artistica di Kiko Loureiro; non a caso è il suo brano più ascoltato nelle piattaforme digitali. Citiamo, tra le altre, No gravity (dall’album omonimo del 2005); una melodia raffinata che cattura fin dal primo ascolto, accompagnata da un’esecuzione impeccabile. All’inizio del set c’è qualche problema all’acustica che non evidenzia appieno l’apporto di Felipe Andreoli, ma l’inconveniente viene risolto immediatamente dai fonici. Banalmente o, meglio, realisticamente, potremmo affermare che quello che manca alla musica di Kiko Loureiro è una voce che accompagni i suoi riff e le sue creazioni, anche se durante il concerto il musicista canta due brani, peraltro in modo convincente. Va evidenziato che Valverde e Andreoli non possono essere considerati semplici turnisti, ma musicisti di primo livello che supportano i riff di Loureiro con grande tecnica e precisione, creando un sound roccioso e allo stesso tempo raffinato. L’intesa tra i tre è perfetta. Kiko è dotato di una tecnica mostruosa ma, da buon sudamericano, riesce a inserire nei suoi brani linee melodiche e ritmi convincenti, che inchiodano gli spettatori senza sosta e senza annoiare, come potrebbe succedere ai set esclusivamente strumentali. Ciò avviene anche quando imbraccia la chitarra acustica per un’introduzione a uno dei brani in scaletta. Il panorama di questo genere non può offrire una visibilità più ampia di quella fin qui espressa dal musicista brasiliano. Vanno però assegnati all’artista la massima credibilità e un apprezzamento per il suo proficuo lavoro alla ricerca di nuovi paesaggi sonori in un’epoca dominata dall’artificializzazione della musica e al ricorso maniacale di basi preregistrate. I fans degli Angra e dei Megadeth hanno accolto i pezzi in scaletta a loro dedicati in modo più caloroso, ma non ci sono cali di tensione; il concerto si è sviluppato con grande naturalezza e le emozioni non sono mai mancate. Un ottimo concerto e un augurio di buon proseguimento del tour a Kiko Loureiro e compagni, che ora si dirigeranno verso la Turchia e Giappone.

Foto di Ingrid Wight