Il conflitto in Ucraina ha inevitabilmente fatto “irruzione” oggi pomeriggio al festival  Dedica organizzato dall’associazione Thesis e curata da Claudio Cattaruzza, che nel teatro Verdi di Pordenone gremito di pubblico ha voluto esprimere solidarietà al popolo ucraino e condanna all’invasione russa, sentimenti espressi anche dall’assessore alla cultura del Comune di Pordenone Alberto Parigi, che ha consegnato all’autore premio Goncourt il Sigillo della città.

“Noi europei non abbiamo voluto credere al possibile ritorno della violenza della guerra. Abbiamo sbagliato a pensare, anzi a sperare, che non si sarebbe potuto verificare ancora. Non abbiamo saputo guardare la Storia”: così  ha dichiarato il protagonista della 28.edizione di Dedica, lo scrittore francese Mathias Ènard in apertura dell’ incontro con il pubblico che ha avviato il festival,  proseguito con una conversazione che ha toccato i vari aspetti del mondo letterario del protagonista, condotta dallo scrittore Andrea Bajani, autore anche di un illuminante “alfabeto enardiano”,  cuore della monografia “Dedica a Mathias ènard” pubblicata da Dedica.

Il percorso della rassegna  – che proseguirà fino a sabato – prevede domenica 6 marzo alle 10.30 in biblioteca “Tutto sarà dimenticato”, inaugurazione della mostra delle illustrazioni di Pierre Marquès per “Tout sera oublié” , il libro che Mathias Énard ha scritto vent’anni dopo la guerra nei Balcani, recandosi a Sarajevo,  una calata negli inferi sempre incombenti della storia recente. Curata dal critico e storico dell’arte Angelo Bertani , (aperta fino al 3 aprile ), l’esposizione è un itinerario della coscienza in alcuni gironi di inferni contemporanei, tavole per un monumento/monito impossibile se il presente continuerà a voler essere privo di consapevolezza, come sembra dirci il tragico momento che l’Ucraina sta vivendo. Alle 17.30, nel Convento San Francesco, Dedica diventa poesia con “Ultimo discorso alla Società proustiana di Barcellona” è il reading di e con Mathias Énard (musica dal vivo con Gianluca Franchi e Matteo Bianchini) introdotto da Lorenzo Alunni: l’intreccio di parole e note guiderà al cuore dei mondi di Énard, i cui  versi rappresentano una porta d’ingresso privilegiata sia al cantiere della sua scrittura sia alle esperienze e alle emozioni sui cui poggia la sua letteratura.

Comunicato Stampa

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