Antonello Fassari- Massimo Dapporto – Il delitto di Via dell’Orsina – Foto di Francesco Bozzo

Si apre su una situazione paradossale, quasi beckettiana – brillantemente costruita da un gigante della drammaturgia come Eugéne Labiche – “Il delitto di via dell’Orsina” la nuova produzione del Teatro Franco Parenti di Milano che sbarca al Teatro Verdi di Pordenone venerdì 4 febbraio con repliche sabato 5 (sempre alle 20.30) e domenica 6 alle 16.30 nell’ambito della Stagione di Prosa 2022. Firmato dalla sapiente regia di Andrée Ruth Shammah, lo spettacolo vede protagonista un’inedita coppia di attori, per la prima volta insieme sulla scena: Massimo Dapporto e Antonello Fassari che danno vita a uno spettacolo leggero e divertente, ma allo stesso tempo profondo, che contiene una potente riflessione sull’insensatezza e l’assurdità della vita.

Un uomo si sveglia e si ritrova uno sconosciuto nel letto, entrambi hanno le mani sporche e le tasche piene di carbone ma non sanno perché, non ricordano niente della notte precedente…tra una serie di malintesi ed equivoci si fa strada la possibilità che i due abbiano commesso un efferato omicidio. Lo sguardo acuto e appassionato della regista rende qui omaggio alla penna pungente di Labiche, alla sua forza comica preziosa e raffinata “Ho scelto questa commedia – scrive Andrée Shammah – perché volevo ridare al pubblico la voglia di tornare a ridere e di ritrovare nel teatro un luogo in cui divertirsi e sentirsi sollevati, senza però rinunciare alla necessità di riflettere sui nostri tempi”. Una commedia che, con la sua ironia e la sua precisione, riesce a farsi largo tra la frenesia e le preoccupazioni che accompagnano il nostro presente, per prenderci per mano e farci trascorrere una serata divertente e leggera eppure non superficiale. Uno spettacolo generoso, che con umiltà e delicatezza ci regala l’emozione di tornare a teatro, a quel teatro essenziale e “artigianale” in cui ogni gesto, ogni parola, ogni oggetto, è studiato e curato nei minimi dettagli. E questo è possibile solo grazie all’esperienza della sua regista, alla bravura e alla personalità degli attori in scena (con Dapporto e Fassari anche Susanna Marcomeni affiancati da Marco Balbi, Andrea Soffiantini, Christian Pradella e Luca Cesa-Bianchi) all’affascinante complessità della scena di Margherita Palli e all’armonia che le musiche di Alessandro Nidi conferiscono a tutta l’opera. “Credo che l’abilità di un regista consista nel riconoscere il mondo teatrale da far risuonare dentro ciascun attore e nel saper utilizzare al meglio le doti di ciascuno” – spiega ancora Andrée Shammah. “La personalità di un attore come Dapporto ha risvegliato in me tutto ciò che conoscevo dei grandi attori del passato, e l’umanità di Antonello Fassari mi ha portata a lavorare molto sul suo personaggio per restituire tutta la complessità d’animo suggerita dal suo interprete”.

La Stagione del Verdi di Pordenone prosegue domenica 13 febbraio con l’impareggiabile voce del controtenore Raffaele Pe, tra i più apprezzati della scena internazionale, il controtenore italiano oggi più richiesto e conteso da direttori e orchestre. Il Teatro Verdi ricorda, inoltre, che il concerto con il grande pianista Maurizio Pollini è stato riprogrammato per il prossimo 17 marzo.

Prevendite di biglietti e abbonamenti in corso presso la biglietteria, per info. www.teatroverdipordenone.it tel 0434 247624

Comunicato Stampa

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