cattedrale di Exeter, UK (photo: Daniele Indrigo)

LE CATTEDRALI GOTICHE FOTOGRAFATE DA DANIELE INDRIGO ENTRANO NEL SALONE ABBAZIALE DI SESTO AL REGHENA

“Gotica. Contrappunti d’architettura” è il titolo della mostra che si apre domenica 24 settembre alle 17 nel Borgo tra i più belli d’Italia
il fascino senza tempo di un dialogo spirituale ed artistico tra il sito dell’antica abbazia di Santa Maria in Silvis e gli scorci di alcune tra le più maestose cattedrali europee
mostra aperta dal 24 settembre al 29 ottobre 2023
(da ven a dom ore 10-12 / 15-18)
S’inaugura domenica 24 settembre alle 17 nel Salone abbaziale di Sesto al Reghena la mostra “Gotica. Contrappunti d’architettura” del fotografo Daniele Indrigo, iniziativa promossa dal Comune di Sesto al Reghena nell’ambito dei percorsi storico-turistici “Le vie dell’Abbazia”, in collaborazione con l’Associazione Pro Sesto.
Il fotografo sacilese, che lavora le immagini in raffinato in bianconero su stampa fineart ai pigmenti di carbone, presenta un progetto che unisce, in un suggestivo dialogo spirituale ed artistico, il luogo scelto per l’esposizione, ovvero il sito dell’antica abbazia benedettina di Santa Maria in Silvis, e gli scatti dedicati, nel corso degli anni (alcuni esposti qui per la prima volta), a diverse tra le più maestose e solenni cattedrali gotiche europee (soprattutto in Francia e Inghilterra), laddove questo stile si elevò dando gli esiti massimi di un periodo artistico fatto di maestria costruttiva intrecciata a fede, filosofia e rinnovamento spirituale, dopo i secoli “bui” del primo Medioevo.
Nella presentazione della mostra, firmata da Antonio Ros, docente di storia dell’arte con laurea in architettura e lui stesso fotografo, questi aspetti si intrecciano dando il senso di come le immagini “parlino” non solo del soggetto rappresentato, ma dello stesso autore, analizzando proprio il modo in cui fotografo ha deciso di fissare il suo sguardo sulle architetture delle grandi cattedrali che hanno esaltato la ripresa culturale e figurativa seguita alla crisi altomedievale. Il Gotico Internazionale si esprime con le forme allusive, metaforiche e simboliche, legate tra loro da “contrappunti”, come Indrigo stesso li definisce, pescando nella sua poliedrica formazione personale, che include anche la conoscenza della musica. Nel percorrere le navate di questi edifici monumentali, sembra infatti di immergersi nelle atmosfere di un salmo Gregoriano, e ancora la musica guida la mano dell’autore nel presentare le fotografie in formato rettangolare, coi lati rigorosamente in rapporto 2:3: una scelta che assume una precisa valenza linguistica, equivalendo a un accordo di quinta (Do-Sol, come usiamo dire), ovvero le note portanti in un canto gregoriano.
La scelta di fotografare esclusivamente gli interni di questi luoghi acquista dunque un significato coerente. Capitelli e nervature, i trafori delle grandi finestre istoriate, ci parlano di una Natura Madre rigogliosa in un Universo finito, retto dalle regole della geometria medievale, come nei chiostri dei monasteri benedettini: luoghi segreti, abbondanti di erbe aromatiche e officinali. Nella fioritura dei capitelli e delle nervature che continuano la verticalità di colonne e rimandano ai palmeti del gotico normanno, ci conducono alla mistica immagine dell’Hortus Conclusus, Eden in terra, teatro della Annunciazione e metaforico della verginità di Maria. E non è casuale che con questa esposizione ci si trovi dunque “In Sylvis”, a parlare ancora della Madre Celeste alla quale il sito è dedicato, così come alla Nostra Signora sono dedicate molte di queste cattedrali.
Daniele Indrigo fotografa dal 2003 in digitale, scattando ogni foto per elaborarla successivamente con pazienti interventi di sviluppo in camera chiara, per restituire ogni più piccolo dettaglio della scena fotografata. Predilige il genere del paesaggio naturale, ma anche lo studio d’immagini d’architettura e d’arte antica, colti quasi in una loro segreta dimensione di vita interiore. Dal 2010 condivide i percorsi artistici di un gruppo di fotografi del Friuli Venezia Giulia, insieme ai quali ha condiviso anche alcuni progetti espositivi del CRAF di Spilimbergo che hanno riunito i nomi più rappresentativi della fotografia regionale. Ha al suo attivo, dal 2008, oltre una sessantina di mostre, personali e collettive, in Italia, Slovenia, Francia, Belgio. Attualmente in Regione altre sue opere si trovano nella mostra “Circus Energy” nell’ex Centrale idroelettrica di Malnisio (PN) insieme a quelle del fotografo goriziano Roberto Kusterle, curatela di Sabrina Zannier per il festival “Maravee Circus 2023”.
La mostra a Sesto al Reghena resterà aperta fino al 29 ottobre e visitabile nei weekend (venerdì, sabato e domenica) con orario 10-12 / 15-18, ad ingresso libero.
DANIELE INDRIGO
Daniele Indrigo è nato nel 1965 e fotografa dal 1996. Vive e lavora tra gli echi veneziani di Sacile, città Giardino della Serenissima. Dal 2003 lavora esclusivamente in digitale, scattando ogni foto per elaborarla successivamente con pazienti interventi di sviluppo in camera chiara, per restituire ogni più piccolo dettaglio della scena fotografata. Stampa prevalentemente in bianconero con tecnica fineart ai pigmenti di carbone. Indrigo predilige il genere del paesaggio naturale, ma anche lo studio d’immagini d’architettura e d’arte antica, colti quasi in una loro segreta dimensione di vita interiore. Con lo stesso sguardo emotivo ed estetico si dedica anche alle arti performative. Tra i suoi progetti: Terre/Sogni del 2004, Gotica del 2009, Vizi e Virtù con Arlecchino del 2011 (staged photography realizzata con l’artista performer Claudia Contin Arlecchino), Matera la città dei sassi del 2015, Fær Øer. Le isole del silenzio del 2016, Miti del 2023. Tra il 2010 e il 2014 ha inoltre condiviso i progetti collettivi del gruppo Fotografi FVG Fotografare la luceFotografare il tempoVedere meglioImmagine riflessa, riuniti nell’antologica Il Tempo dei Fotografi. Dal 2019 partecipa con il gruppo alle collettive della nuova serie Caleidoscopica presso la galleria ArtOk di Palmanova (Fuoritema, 2021 e Poli Opposti, 2022), mentre con il CRAF di Spilimbergo ha esposto per il progetto Fotografario (2020 e 2021 Fotografario-L’Autorappresentazione), che riunisce una selezione dei fotografi più rappresentativi del Friuli Venezia Giulia. Interessanti anche le collaborazioni con il Festival Maravee (Corpus, 2014 e Circus, 2023). Una sessantina, dal 2008, le mostre personali e collettive esposte in gallerie e spazi museali in Italia, Slovenia, Francia, Belgio. Tra le pubblicazioni curate, la plaquette d’artista in tiratura limitata Fær Øer. Le isole del silenzio nel 2017. 
GOTICA. CONTRAPPUNTI D’ARCHITETTURA
24 09 / 29 10 > 2023
Sesto al Reghena (PN)
Salone Abbaziale, Piazza Castello
Apertura: venerdì, sabato, domenica ore 10-12 / 15-18
Ingresso libero
Inaugurazione: domenica 24 settembre ore 17
presentazione a cura di Antonio Ros

Comunicato Stampa

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