Divertirsi facendo divertire il pubblico: è quello che faranno due pietre miliari del teatro del calibro di Umberto Orsini (novant’anni ad aprile) e Franco Branciaroli (settantasette il mese successivo) mercoledì 21 febbraio alle 20.45 al Teatro Verdi di Gorizia interpretando due amici ai ferri corti ne I ragazzi irresistibili, spettacolo del cartellone di Prosa. I due protagonisti della commedia di Neil Simon, considerato uno dei maggiori scrittori americani degli ultimi cinquant’anni, sono due anziani attori di varietà che hanno lavorato in coppia per tutta la loro vita dando vita a un duo diventato famoso appunto come “I ragazzi irresistibili”. Dopo essersi separati per insanabili incomprensioni, sono chiamati a riunirsi, undici anni dopo, in occasione di una trasmissione televisiva che li vuole insieme, per una sola sera, per celebrare la storia del glorioso varietà americano. Un susseguirsi di circostanze tra il comico e il nostalgico, tra acciacchi e visioni diverse della vita, fino allo struggente finale che vede i due artisti ancora una volta accomunati dalla sorte e lascia immaginare come il loro spettacolo, nonostante l’abbassarsi delle luci, non potrà mai finire. In scena si vedranno quindi i due vecchi attori che, con le loro diverse personalità, cercano di ricucire quello strappo che li ha separati per tanti anni nel tentativo di ridare vita a un numero comico che li ha resi famosi. Le incomprensioni antiche si ripresentano più radicate e questa difficile alchimia è il pretesto per un gioco di geniale comicità e di profonda melanconia. Certi scambi di battute e situazioni esilaranti sono fonte non solo di comicità ma anche di uno sguardo di profonda tenerezza per quel mondo del teatro che, quando vede i suoi protagonisti avviati sul viale del declino, mostra tutta la sua umana fragilità. Umberto Orsini e Franco Branciaroli si ritrovano insieme per ridare vita a questo testo, che in questi anni è diventato un classico, nel tentativo di cogliere tutto quello che lo rende più vicino al teatro di un Beckett (Finale di Partita) o addirittura a un Cechov (Il Canto del Cigno) piuttosto che a un lavoro di puro intrattenimento. In questo omaggio al mondo degli attori, alle loro piccole e deliziose manie e tragiche miserie, li affianca la brillante regia di Massimo Popolizio, che ritrova nei due protagonisti quei compagni di strada coi quali ha condiviso tante esperienze tra le più intense e significative del teatro di questi anni.

comunicato stampa