Dopo la spettacolare anteprima con il progetto Dogstar dell’attore e musicista Keanu Reeves, che ha ottenuto un meraviglioso sold out al Castello di Udine lo scorso 24 giugno, entra finalmente nel vivo la 34° edizione di Udin&Jazz, che fino al 14 luglio proporrà in città alcune tra le migliori proposte musicali del contesto nazionale e internazionale e numerosi momenti di approfondimento e focus sul Jazz e sul Blues.
A lungo definito “il futuro del blues”, il quarantenne texano Gary Clark Jr. è diventato pian piano un genio della musica del 21° secolo, immerso nella grande tradizione del songbook americano. Un bluesman virtuoso che però fonde anche reggae, punk, R&B, hip-hop e soul, ridisegnando il genere per il nostro tempo. Chitarrista da quando aveva 12 anni, cresciuto nel club Antone’s di Austin che aveva già lanciato a suo tempo Stevie Ray Vaughan, vince il primo Grammy nel 2014 come “Best Traditional R&B Performance” per “Please Come Home”, compresa nel suo primo album per una major, “Blak and blue”. Da lì, inizia a girare il mondo, salendo ancor più di livello con il successivo “This Land” del 2019, ispirato nel titolo a un classico della canzone politica di Woody Guthrie, che raggiunge il 6° posto nella Billboard Top 200, il suo terzo debutto consecutivo nella Top 10, e lo porta a condividere il palco con i Rolling Stones, con Lenny Kravitz, e ad esibirsi alla Casa Bianca per la famiglia del presidente Obama. Con “The story of Sonny Boy Slim” perfeziona quello che diventa il suo stile caratteristico, un mix di influenze blues, jazz, soul e country, ma anche hip hop. Uno stile unico e particolare, dove il suono spesso sporco della chitarra, da cui sa estrarre assoli mozzafiato, è accompagnato da una morbida vocalità. Clark però a continua a sperimentare dentro e oltre le possibilità della musica roots americana. L’ultimo album “JPEG Raw”, pensato in solitudine durante la pandemia, comprende anche ospiti d’eccezione come Stevie Wonder e George Clinton e lo vede espandere ancora di più le sue influenze, fino al jazz, al rock e alla musica africana. Un universo eclettico fatto di interazioni molto genuine.
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