Debutta in prima nazionale domenica 13 settembre alle ore 19.30 in Sala Bartoli del Teatro Politeama Rossetti di Trieste la mise en espace di Di là dell’Arcadia di Simone Corso.

Lo spettacolo è presentato per FESTIL_Festival estivo del Litorale, diretto da Tommaso Tuzzoli e Federico Bellini e organizzato da Tinaos, in collaborazione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e con il Centro di Residenza delle arti performative del Friuli Venezia Giulia. Il testo è vincitore del bando di drammaturgia per autori e autrici Under 40 Futuro Passato – Unione Europea (2025), progetto nell’ambito di FESTIL realizzato con il tutoraggio di Federico Bellini. Esito del premio di produzione di FESTIL_Festival estivo del Litorale 2026, la mise en espace è una creazione also.known.as, con dramaturg Jovana Malinarić.

In scena Carmelo Crisafulli, Jonathan Lazzini e Ksenija Martinović. La produzione è di Sardegna Teatro in collaborazione con Tinaos.

Di là dell’Arcadia prende forma come un coro di dodici storie che intrecciano mito e presente attorno al tema della “carta” nelle sue molteplici declinazioni: passaporti, mappe, progetti, contratti, leggi, direttive, testi sacri, filosofici e teatrali. Dodici capitoli, come le stelle sulla bandiera dell’Unione Europea.

Al centro del lavoro c’è la carta come strumento attraverso cui il potere definisce territori, Stati, corpi e identità. Ma oltre ogni documento, legge o confine tracciato esistono la vita e i corpi, una realtà che non può essere interamente fissata o tradotta nel linguaggio. Da qui nasce una tensione costante tra parola scritta e parola detta, tra norma e materia, tra ciò che viene stabilito e ciò che continua a sfuggire.

Attraverso una struttura frammentata e corale, in cui il linguaggio burocratico si accosta alla parola poetica, Di là dell’Arcadia interroga l’Europa come comunità ancora incompiuta, non come identità definitiva ma come processo continuamente da costruire. Tra le stratificazioni del testo emerge anche la traccia di una voce femminile, una possibilità altra che incrina le forme date e apre la soglia verso ciò che eccede il linguaggio e i suoi dispositivi di controllo.

La motivazione che accompagnava la vittoria del progetto di residenza creativa Futuro Passato sottolineava come Simone Corso riesca a muoversi tra la forza del mito fondativo d’Europa e una delle sue più evidenti contraddizioni odierne: una burocrazia pervasiva e spesso paradossale, qui simboleggiata dalle molte declinazioni del termine carta. Carta che, da iniziale e forse utopico manifesto di collaborazione e solidarietà, può diventare rapidamente cartina divisoria, fino a farsi puro strumento senza contenuto, contenitore vuoto di una sintassi senza autore.

Comunicato Stampa