Si chiude con l’incontro che vedrà protagonista uno dei maggiori antropologi italiani, saggista e scrittore, Marco Aime, la rassegna “Confini” dell’associazione culturale Thesis/Dedica Incontra: venerdì 6 maggio, a Ronchi dei Legionari, alle 20.30, nell’auditorium comunale (in collaborazione con Leali delle Notizie, ingresso libero, prenotazioni su eventbrite.it), Aime parlerà di “Confini, conflitti, muri emigrazioni”. Un incontro, che in un momento storico di assoluto fermento segnato da pandemie, guerre, istanze separatiste e migrazioni, farà riflettere sul concetto di confine, fornendo una chiave di lettura utile a comprendere ciò che sta accadendo attorno a noi. Aime, in dialogo con Claudio Cattaruzza, curatore del festival Dedica, arriva all’appuntamento di Ronchi dopo alcuni incontri con gli studenti delle scuole superiori di Pordenone e San Vito al Tagliamento. Il progetto Confini, un percorso in sette tappe, curato da Emanuela Furlan, che hanno toccato varie località della regione fra spettacoli, libri, incontri (e che prevede anche un tour in bicicletta fra le valli del Natisone e dell’Isonzo domenica 22 maggio, con partenza alle 9 dal birrificio Giulia di San Pietro al Natisone, in collaborazione con Vallimpiadi; info e prenotazioni: info@vallimpiadi.it,info@dedicafestival.it), ha infatti avuto anche un programma parallelo rivolto alle scuole secondarie di secondo grado di Pordenone, San Vito al Tagliamento, Sacile, Cordenons, Maniago e Udine e che ha registrato oltre 2000 adesioni. Una trentina di appuntamenti che hanno guidato i ragazzi di quinta superiore a riflessioni e approfondimenti su un tema, il confine, che come sottolinea la curatrice Furlan, “indica un limite condiviso con altri, una linea che segna la separazione tra due spazi, fisici o culturali e allo stesso tempo è un punto di contatto, uno spazio che incide nelle relazioni e nei rapporti tracciando solchi o ponti tra le persone, i popoli, le società. Il confine del Friuli Venezia Giulia è un confine emblematico in questo senso: è senza dubbio un laboratorio di Storia, un luogo dove vite, lingue e culture si mescolano e cercano nuove dislocazioni; un microcosmo di racconti e vicende che si inseriscono in contesti molto più ampi; un tema attraverso il quale leggere più accuratamente il presente salvaguardando la Memoria del nostro passato”.
comunicato stampa
Share This