Annunciato il programma di AVOSTANIS 2026 XXXV edizione No cinise, ma fûc Non cenere, ma fuoco Ai Colonos – Villacaccia di Lestizza agosto – ottobre 2026 La tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri (Gustav Mahler) È stato presentato martedì, ai Colonos, a Villacaccia di Lestizza, il programma di Avostanis 2026. Ad annunciarlo il direttore artistico Federico Rossi in una serata tra amici, collaboratori e soci, con la presenza di alcuni dei protagonisti degli eventi in programma da agosto a ottobre: l’etnomusicologo Valter Colle, il musicista Vanni Floreani, il performer Luca Domenicali, il curatore artistico Angelo Bertani e gli artisti Paola Pasquaretta e Michele Bazzana. Foto di Aghite Pavan della serata di presentazione we.tl/t-HECewzoro3Jo1nUq “No cinise, ma fûc” (Non cenere, ma fuoco) è l’invito che arriva per la nuova edizione della rassegna estiva ideata dall’Associazione Culturale Colonos. Un progetto finanziato da Regione Friuli-Venezia Giulia e ARLeF, con il contributo di Fondazione Friuli, il sostegno di Distillerie Nonino, Civibank Sparkasse, e con la collaborazione di: Comune di Lestizza, Teatri Stabil Furlan, Clape di culture, Patrie dal Friûl APS, Associazione Glesie furlane APS, Associazione culturale Furclap APS, Continuo APS, Istituto culturale ladino “Majon di Fascegn”. Creatività e riflessione che si rinnova, già dalla scelta del tema. Così Federico Rossi, direttore artistico del progetto e presidente dell’Associazione Culturale Colonos: «Fin dagli inizi, l’anima del progetto Avostanis, concepito 35 anni fa in un contesto che in agosto era proprio deserto di iniziative, è stata la cultura, nel senso contadino di seminare e coltivare idee, relazioni feconde, valori di civiltà, etici e sociali. Non nasce a tavolino, ma è l’approdo di un percorso aperto a una serie di progetti e proposte che a un certo punto, collegandoli come dei puntini, lasciano affiorare il tema prevalente. Che in questa nuova edizione trova sintesi nella efficace metafora di Mahler riguardo alla necessità di recuperare un rapporto con la tradizione, che è vitale sì, ma non nel senso di un folclore nostalgico, bensì come processo vivo di trasmissione intergenerazionale in continua evoluzione. Un sistema aperto che attinge all’essenza e all’energia delle tradizioni come fonte di ispirazione, di creatività e vitalità. In questa ottica non è fuori luogo ricordare che i Colonos sono stati un laboratorio di continua ricerca e sperimentazione di equilibri sempre in fieri, spesso in bilico in bilico fra quella tradizione che ci è stata tramandata prima di tutto dalla memoria del luogo, e l’opportunità di cogliere le sfide e le contraddizioni del presente». PROGRAMMA Si parte lunedì 3 agosto, alle ore 21.00 con la proiezione video di Remigio Romano de “I Turcs tal Friùl”, il testo di Pier Paolo Pasolini messo in scena trent’anni fa con la regia di Elio De Capitani. Introdurranno la serata Federico Rossi e Luca Giuliani. Il 25 agosto 1996, veniva rappresentato ai Colonos “I Turcs tal Friùl” di Pier Paolo Pasolini con la regia di Elio De Capitani e le musiche di Giovanna Marini: una sorta di tragedia greca, che si svolse tra il tardo pomeriggio e il crepuscolo con 40 protagonisti attorniati dal pubblico a rievocare sulla nuda terra l’incursione turca del 1499. Quel memorabile evento è interamente documentato in una registrazione video, trasmessa da Rai 5 in occasione dei 40 anni della morte dello scrittore. Lo spettacolo dei Turcs debuttò per la prima volta a Venezia nel 1976 dopo il terremoto con la regia di Rodolfo Castiglione, le musiche di Luigi Nono, il coro La Fenice e la scenografia di Luciano Ceschia. A fine serata, brindisi Aperitivo Nonino. Giovedì 6 agosto, alle ore 21.00, inaugurazione della mostra “Derby”: opere di Michele Bazzana e Paola Pasquaretta, a cura di Angelo Bertani. Paola Pasquaretta, marchigiana, Michele Bazzana, friulano. Vivono assieme da queste parti. Entrambi lavorano nel campo dell’arte contemporanea, e se per molti aspetti si tratta di un lavoro difficile, in questo caso la fatica è doppia. Dato che ai Colonos la sfida culturale è continua abbiamo voluto mettere alla prova entrambi proponendo loro una mostra a due: così Paola Pasquaretta espone i risultati della sua ricerca più recente e d’altra parte Michele Bazzana presenta nuove opere, esito, in entrambi i casi, di una riflessione su una tematica stringente. In più c’è anche un lavoro in comune, realizzato a quattro mani e soprattutto ideato da due sensibilità artistiche originali che ora collaborano assieme per un unico fine. Si tratta dunque di una mostra doppia in cui però ciascuno mantiene la propria autonomia. Com’è giusto che sia anche nell’arte. Vedere per credere. La mostra resterà aperta durante gli appuntamenti di Avostanis, fino al 27 agosto. Lunedì 10 agosto, alle ore 21.00, andrà in scena l’anteprima “Il vint. Marc di Murùs”, reading teatrale di e con Martina Delpiccolo e Fabiano Fantini, una produzione Teatri Stabil Furlan. Dopo il successo di “Marcho. L’ultima bandiera”, docufilm di Marco Fabbro e Enrico Maso, ora Martina Delpiccolo e Fabiano Fantini accolgono la proposta di approfondire e indagare ladimensione umana più profonda e la potenzialità empatica della figura di Marco di Moruzzo (XV secolo), l’ultimo portabandiera dello Stato patriarcale di Aquileia o – come scrive Alberto Travain nella sua ricerca storica – della prima Mitteleuropa. Un percorso originale che scava “dentro”, nell’animo dell’uomo che pagò con la vita il coraggio di opporsi all’invasione della Repubblica di Venezia, nel suo travaglio, nella maturazione e nelle conseguenze di una scelta, attraversando i temi dell’identità, della coerenza e della giustizia, in un’operazione inedita di trasfigurazione letteraria e teatrale, di memoria “viva” che parla all’oggi. Giovedì 13 agosto, alle ore 21.00, “Tramis vocâls / Intrecci vocali”: Marisa Scuntaro voce, Cristina Spadotto chitarra e Lorenzo Marcolina fiati, con la partecipazione di Novella Del Fabbro, Valter Colle, Trinità Germano e del Coro La tela di Caia. Un progetto con direzione artistica Giovanni Floreani, a cura di Furclap. Le vite artistiche di Ada Bottero Zanier, Giovanna Marini e Claudia Grimaz hanno lasciato un segno indelebile nella storia del Canto. Giovanni Floreani, musicista e operatore culturale, ha condiviso con loro importanti esperienze artistiche ed umane. Claudia con la sua voce diede lustro al disco “Strepitz” dei Furclap nel 1996. Ada era la voce principale del Trio di Gjiviano, ideato da Giovanni e Novella Del Fabbro quando dettero vita al Festival del Canto Spontaneo nel 2008. Giovanna, che a Gjiviano – luogo simbolo del festival – conobbe Ada, regalò ai presenti un concerto indimenticabile. Un viaggio avvincente per celebrare “tre Voci, un Canto”. A concludere questo avvincente viaggio sarà il Coro multietnico femminile La Tela di Caia, che lei istituì e diresse per diversi anni, e che quest’anno celebra 20 anni di vita. Dalle ore 19.30 alle ore 23.30 sarà attivo Fast Mood_Servizio #fastfood di qualità Lunedì 17 agosto, alle ore 21.00, “Coronos. Cantata scenica collettiva”, con i maestri di canto (e di scena) Luca Domenicali e Gianfranco Napolitano, la collaborazione di Tommaso Pecile e la partecipazione libera di chi ha voglia di cantare. Riprendendo ed adattando un format che è esploso con grande successo in Australia e negli Stati Uniti, lo spettacolo ideato e condotto da Luca Domenicali e Gianfranco Napolitano ha un vero, indiscusso protagonista: il pubblico. Sarà un’esperienza musical-teatrale unica e la barriera tra palco e platea si annullerà completamente. Cantate sotto la doccia? Al volante? Vi ritenete stonati? Nessun problema! Sotto la guida dei due “direttori di scena”, sarete prima impegnati in una serie di esercizi vocali e gestuali, per poi dare vita a un coro allegro e coinvolgente. Tra risate e un pizzico di sana follia, canteremo insieme una famosissima canzone in un’inedita versione in friulano, nel solco di una tradizione linguistica ricca di musicalità. Preparate la voce! Dalle ore 19.30 alle ore 23.30 sarà attivo Fast Mood_Servizio #fastfood di qualità Giovedì 20 agosto, alle ore 21.00, “Prove aperte di cultura friulana”, idea e presentazione di Federico Rossi. Interverranno: Elia Trentin, Alice Bozzetti e Marco Tortul, Tommaso Sandri, Fiorenzo Innocenti, Gianni Gubiani, Matteo Trogu. Con la partecipazione di Cristiano Brusini alla tromba. Una serata a mosaico che consente di esplorare il Friuli come laboratorio di idee creative, di ricerche e sperimentazioni, svelando la sua capacità di elaborazione culturale e innovazione artistica. Un osservatorio sul futuro attraverso il prisma di progetti inediti e originali, che sono in cantiere e vedranno presto la luce. La vera storia friulana di Giulietta e Romeo, che rivive in una nuova, intrigante graphic novel. Un progetto di poesia, creato da un gruppo di giovani, con il coinvolgimento di 65 poeti. Il diario di un gemonese che ha vissuto il dramma del terremoto, memoriale della partecipazione popolare di una comunità. Un documentario cin le testimonianze di alcuni giovani, che hanno ripercorso a ritroso la rotta balcanica. La nuova, frizzante edizione di un talent show regionale ideato e curato da un giovane friulano. Dalle ore 19.30 alle ore 23.30 sarà attivo Fast Mood_Servizio #fastfood di qualità Lunedì 24 agosto, alle ore 21.00, “Topofonie (Il canto della natura)”, racconti dei tesori acustici dell’Alto adriatico, tra immagini e suggestioni sonore, con Antonio Della Marina e Alessandra Zucchi. Il concetto di paesaggio sonoro, inteso come ascolto attivo e partecipe dei suoni naturali in cui viviamo immersi, è entrato nel lessico quotidiano insieme alla curiosità e alla sensibilità nei confronti dei suoni che ci avvolgono. L’intento degli autori del progetto Topofonie è quello di ascoltare con stupore la “sinfonia del mondo”, esplorando lo straordinario universo sonoro dei diversi luoghi. Grazie a sofisticate tecnologie di registrazione, queste testimonianze ci accompagnano alla scoperta di spazi sonori sorprendenti, che sono espressione dell’ambiente naturale, frutto della morfologia e della geologia, ma anche di costruzioni artificiali, talvolta stagionali. Dal lago ghiacciato di Cave del Predil all’eco del monumento all’Ara Pacis di Medea, dal luogo più silenzioso della regione al rumore bianco di una cascata. Giovedì 27 agosto, alle ore 21.00 proiezione di “Talis Mater” con la regia di Marco Rossitti che interverrà per presentare il documentario prodotto dall’Istituto culturale ladino “Majon di Fascegn” della Val di Fassa. In questo video, che racconta un’emozionante storia di legame intergenerazionale con la terra, la montagna e le radici profonde, il regista intreccia le immagini di repertorio di un vecchio documentario della RAI di Trento con una testimonianza di oggi. Negli anni Ottanta una troupe era salita nel più alto insediamento umano del Trentino per documentare la vita dell’ultima abitante di un minuscolo borgo della Val di Fassa. Dopo 40 anni il racconto segue la figlia Assunta, che è tornata a vivere nello stesso luogo, mantenendo vivi i valori di vita e di resistenza della madre. Marco Rossitti è regista pluripremiato e autore di una trentina di film presentati in festival internazionali e trasmessi da diversi canali televisivi. La sua ricerca antropologica è attenta a esplorare i territori marginali, le culture alpine, la memoria delle comunità. Sabato 5 settembre, dalle ore 8.30 alle 19.00, “A brene vierte”, gara artistica dei campioni, con Michele Bazzana, Paolo Comuzzi, Caterina Rossato, Kristian Sturi, Giona Rossetto e Giovanni Boscolo. Progetto a cura di Angelo Bertani. Estro creativo, spirito ludico e capacità relazionale: ingredienti di un evento artistico unico nel suo genere, che quest’anno vedrà sfidarsi i vincitori delle precedenti cinque edizioni, ciascuno in squadra con due collaboratori. Dopo l’annuncio del tema, avranno nove ore di tempo per realizzare ciascuno un’opera site specific, utilizzare esclusivamente materiali di scarto reperibili sul posto: oggetti, ferri vecchi, cartoni, plastica, strutture in legno… Alle ore 18.00 artisti e curatore si ritroveranno per presentare i lavori al pubblico, che fungerà da giuria popolare con il voto su apposite schede, per concludere con l’assegnazione dell’ambìto premio (una squisita soppressa friulana). La gara avrà inizio alle ore 8.30 del mattino Alle 18 ci sarà la presentazione delle opere con votazione popolare. Seguirà la premiazione e degustazione di vini autoctoni offerta dalla Cantina Bulfon di Valeriano di Pinzano. L’evento sarà documentato da un video, la cui presentazione ufficiale si terrà il 16 ottobre a Gradisca, presso la Galleria regionale d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan. Giovedì, 10 settembre, alle ore 21.00 “Intuna not como chesta”, per Leonardo Zanier nel giorno del suo 91° compleanno, con Paolo Barcella (Università di Bergamo), Veronica Riccardi (Università Roma Tre), Gabriele Zanello (Università di Udine) e incursioni di Gigi Maieron. Introduce e coordina Valter Colle. Pensare a Leonardo Zanier al presente, una lezione sempre attuale che attraversa discipline, linguaggi, esperienze. Un impegno preciso e concreto che nella sua poetica assume valore universale, oltre il tempo. Due recenti pubblicazioni ridisegnano e ci restituiscono una figura complessa e sfaccettata: due prospettive di lettura diverse, quella di Paolo Barcella e Valerio Furneri (Una vita migrante. Leonardo Zanier, sindacalista e poeta) e quella di Veronica Riccardi (La poetica dell’educazione di Leo Zanier, Riflessioni pedagogiche su un poeta di confine) che promettono, in un incrocio di testimonianze e letture da parte dei due autori, la narrazione di una vita che è opera di testimonianza di una delle menti più vivaci del Novecento. L’appuntamento è anche occasione per inaugurare una serie di iniziative stabili e continuative sull’opera di Leonardo Zanier, a partire dalla edizione critica dell’opera omnia che, grazie alla partecipazione dell’Università di Udine, vedrà la luce a cominciare dall’antologia poetica. Le “incursioni” poetico, narrative, musicali di Gigi Maieron scandiranno finestre di memoria viva della poetica del poeta carnico. Dalle ore 19.30 alle ore 23.30 sarà attivo Fast Mood_Servizio #fastfood di qualità Domenica 4 ottobre, alle ore 15.30, “Stin dongje a la Patrie”, a cura della Clape di culture furlane La Patrie dal Friûl. Evento organizzato da La Patrie dal Friûl con Istituto ladino-friulano pre Checo Placerean, Glesie furlane e Colonos. “La Patrie dal Friûl”, storico mensile in lingua friulana fondato nel 1946 da pre Bepo Marchet e Felix Marchi, da sempre simbolo della battaglia identitaria del popolo friulano, compie 80 anni. I Colonos sono certamente più giovani ma rappresentano la continuità di quegli ideali che spinsero nel dopoguerra tanti intellettuali friulani a cercare strumenti per interpretare la nuova realtà che si stava prefigurando. Questo luogo, per quanto ha dato alla coscienza e alla conoscenza del Friuli, rappresenta dunque la sede ideale per celebrare questo anniversario. Sarà inoltre un’occasione di incontro e di scambio di esperienze tra associazioni e persone in vista anche di un impegno che vedrà coinvolto il Comune di Pordenone capitale della cultura per i 2027 in cui non dovrà mancare la presenza di quella friulana. Anche l’incontro di quest’anno sarà un momento di festa e convivialità. Seguirà in ottobre (data da definire), “Presentazione del catalogo “A brene vierte 2013-2025” e proiezione del documentario di Paolo Comuzzi con la partecipazione dei curatori, del regista e degli artisti coinvolti nel progetto. “A brene vierte” è un progetto artistico unico e originale, non solo nel panorama regionale. Esso infatti intreccia la dimensione collettiva, la rigenerazione creativa dello “scarto”, la capacità di collaborazione e di ascolto del luogo, la convivialità, l’insindacabile verdetto popolare. Per questo ogni edizione è stata accompagnata da un video, che documenta la progettualità e il divenire delle diverse fasi nella realizzazione delle opere, attraverso la testimonianza / voce degli artisti. Quest’anno ci è sembrato maturo il tempo per rovistare nell’ampia documentazione relativa alle cinque precedenti edizioni per procedere alla pubblicazione di un’edizione speciale di un libro antologico capace di restituire, attraverso le immagini, la voce degli artisti e le considerazioni dei curatori, il valore di questa bella avventura d’arte. Evento con il sostegno di ERPAC – Ente regionale Patrimonio culturale del Friuli-Venezia Giulia. Il percorso di Avostanis di quest’anno è arricchito da “Caduti dall’astronave”, striscia radiofonica su Rai Radio FVG a cura di Arianna Zani Progjet Colonos con il coordinamento Federico Rossi, testi e regia di Ferruccio Cainero, con Ferruccio Cainero e Vanni De Lucia, sonorizzazione e sigle Franco Feruglio. Una novità radiofonica firmata dall’associazione culturale Colonos APS, che avrà uno spazio dedicato all’interno della programmazione regionale in marilenghe di Radio Rai FVG. In contemporanea con la rassegna si potrà ascoltare sulle frequenze di Radio Uno Rai una divertente striscia radiofonica in friulano di 36 episodi, poi disponibile su RaiPlay Sound. Protagonisti due singolari personaggi: Pirz, che passa i giorni su una panchina in attesa che l’astronave passi a riprenderlo, ospite del CPC, Centro Piloti Caduti che però tutti chiamano Centro Psichiatrico Comunale, mentre Bepi non aspetta più niente e nessuno, e dorme in stazione. Dall’osservatorio della loro panchina gli pare di intuire che il mondo attorno è avviato verso un’oscura catastrofe. Associazion culturâl Colonos Aps Via Giovanni da Udine, 8, 33050 Villacaccia di Lestizza (UD) www.colonos.it
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