Organizzato nell’ambiTo di ROBOTICS, con OGS e Università di Trieste, il concorso ha visto partecipazioni da tutto il mondo

Comunicato stampa

Sabato 12 settembre, alle 19, avrà luogo al Museo Carà di Muggia – che attualmente ospita la mostra “ARTISTIC TECHNOLOGICAL INVESTIGATIONS” di “ROBOTICS, Festival di Arte e Robotica, e altre tecnologie” nell’ambito di Science in the City Festival, ESOF 2020 – l’annuncio del vincitore e di due segnalati del concorso “SEE THE SEA CHANGE” nonché l’esposizione in forma sintetica dei rispettivi lavori.

Il concorso, promosso dal Gruppo78 unitamente a OGS e all’Università degli Studi di Trieste, rivolto ad artisti under 35, è uno dei tanti segmenti di cui ROBOTICS è composto.

Gli oceani e i mari sono la culla della vita sul nostro pianeta. Il pianeta blu, “la biglia blu”, si è formato circa 4,5 miliardi di anni fa e gli oceani 3,8 miliardi di anni fa. L’acqua è arrivata grazie al bombardamento di meteoriti e dalle rocce sotterranee ed infine la vita è apparsa sul pianeta. Dapprima sono comparsi i microrganismi unicellulari (Bacteria e Archaea) e in seguito una forma di vita microscopica più complessa, i nostri progenitori unicellulari. C’è voluto molto tempo per la generazione di organismi multicellulari complessi, che sono tuttora in evoluzione e rappresentano il patrimonio mondiale della biodiversità. Tanto più esploriamo l’oceano, tanto più comprendiamo di non conoscerlo e che forse non lo conosceremo mai nella sua interezza. Un aspetto fondamentale del mare è il suo costante cambiamento e il suo evolversi naturalmente, ma anche a causa delle molte pressioni antropiche esercitate dagli esseri umani. L’inquinamento (chimico, fisico o acustico), l’acidificazione (il pH diminuisce perché sempre più CO2 atmosferica viene assorbita dal mare), l’incremento di temperatura, la fusione dei ghiacciai, l’innalzamento del livello del mare e il cambiamento climatico stanno trasformando con una rapidità senza precedenti il mare. Capire come la biodiversità marina risponde a questi cambiamenti è un tema di assoluta priorità.

Sul tema “SEE THE SEA CHANGE” si sono cimentati giovani artisti di tutto il mondo: sono giunte risposte da mezza Europa (Polonia, Romania, Ungheria, Olanda, Francia, Portogallo, Russia oltre all’Italia) e dagli altri continenti (Stati Uniti, Cina, India…), con proposte apprezzabili e per lo più di alto livello, che stanno a testimoniare il preoccupato interesse che il dissesto dell’eco-sistema, nel caso specifico l’innalzamento del mare, sta suscitando tra i giovani.

La giuria – composta da Maria Campitelli, presidente del Gruppo78, Elisa Zurlo, artista del Gruppo78 e dall’artista Walter Bortolossi (per quanto attiene il campo artistico); da Francesca Malfatti dell’Università di Trieste, Francesca Petrera e Max Jurcev di OGS (per gli aspetti scientifici) – ha assegnato il premio di 2.000 euro a Martina Stella per il lavoro intitolato “Negativ Horizont/ Orizzonte negativo” ed ha segnalato il duo Garini-Volonterio per il progetto “Symbiosis” e Emily Wisniewsky, che ha presentato diversi lavori, per “Water and Climate Change”.

Queste le motivazioni.

Martina Stella  vincitrice

Il progetto “L’orizzonte negativo” bene unisce modalità tecniche avanzate di rappresentazione (installazione immersiva, video mapping) a un’originale visualizzazione dell’innalzamento del mare, nel lento trascorrere del tempo, integrata da contenuti numerico-scientifici.

Garini _Volonterio segnalati

Molto apprezzato l’orientamento di cooperazione tra scienza e arte, la scultura “Symbiosis” ispirata al capanno di caccia tipico bergamasco, appare un’idea progettuale intelligente che ribalta la funzione originaria del capanno per tramutarlo in dispositivo marino di protezione e conservazione. Peccato che siano state rilevate delle scorrettezze scientifiche.

Emily Wisniewski segnalata

Fortemente interessata alle problematiche ambientali riesce a realizzare un lavoro che con semplicità poetica esemplifica le relazioni che intercorrono tra le varie componenti determinanti gli eco-sistemi, trasformandole in un gioco interattivo che coinvolge l’osservatore. Viene così rafforzata la sua consapevolezza dei problemi stessi.

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