
Otto edizioni e più di 1800 repliche in cinquant’anni: è inesauribile il successo di ‘Aggiungi un posto a tavola’ commedia musicale che solca i palcoscenici italiani ma non solo dal 1974. Scritta da Garinei e Giovannini in collaborazione con Jaja Fiastri e musicata da Armando Trovajoli, la commedia si ispira ad un romanzo di David Foster dal titolo ‘After me the deluge’.
‘Aggiungi un posto a tavola’, nella edizione che celebra i 50 anni dal debutto, è andata in scena tra gli applausi al Teatro Nuovo Giovanni da Udine nella ripresa teatrale di Marco Simeoli che fa sua la regia originale di Garinei e Giovannini.
La trama è celeberrima: in un paesino di montagna Don Silvestro, giovane parroco, si arrabatta tra i suoi parrocchiani con mille fatiche, molte soddisfazioni e qualche tentazione, quando gli arriva una strana telefonata. È l’Altissimo che gli comunica che sta per scatenare sul mondo il secondo diluvio universale e che Don Silvestro è stato scelto per costruire una nuova Arca nella quale lui ed i suoi parrocchiani potranno salvarsi mentre il resto del mondo verrà travolto. Nonostante la perplessità dei parrocchiani, un sindaco spilorcio che non vuole cedere il legname, e l’arrivo dell’esuberante Consolazione, don Silvestro riesce a coinvolgere tutti e a costruire l’Arca. Mentre i suoi parrocchiani stanno per salire arriva un cardinale che li convince a tornare a casa mentre il diluvio si scatena. Don Silvestro è l’unico a restare sull’Arca in compagnia di Clementina, la ragazza che di lui è innamorata ed è fonte dei suoi turbamenti.
Ma lui è un curato di paese e decide di rimanere a fianco ai suoi parrocchiani e di scendere dall’Arca. L’acqua li sta travolgendo quando Dio decide di graziarli.
Se nelle precedenti edizioni il ruolo di Don Silvestro è stato di Johnny Dorelli prima e del figlio Gianluca Guidi dopo, in questa è ad appannaggio di Giovanni Scifoni, apprezzato attore di teatro e di fiction. Voce calda e suadente non dissimile a quella dei suoi illustri predecessori, Scifoni è un Don Silvestro molto convincente, in grado di donare al suo personaggio la vivacità, l’ironia, la compassione, i timori e gli entusiasmi di un giovane prete di quelli che ognuno di noi vorrebbe nella sua traiettoria di crescita personale.
Oltre ad un cast di eccellenti attori, cantanti e ballerini, Scipioni-Don Silvestro è affiancato sul palcoscenico dall’altra protagonista della storia, la vera destinataria del posto in tavola da aggiungere: Consolazione. La donna perduta che giunge in paese per ammaliare gli uomini che, dopo un primo momento in cui viene rifiutata, riesce a farsi accogliere e a redimersi per amore. Consolazione sul palcoscenico è interpretata da Lorella Cuccarini, perfetta nel dare vita ad una scaltra donna di mondo che si presenta con un succinto e coloratissimo abitino bordato di piume e finisce per vestire l’abito da sposa. Ammiccante, intrigante e allo stesso tempo tenera ed ingenua, la Consolazione di Lorella Cuccarini è conferma del talento a tutto tondo della ‘più amata degli italiani’.
Scenografia, luci, costumi e coreografie sono stati ripresi ed adattati dalla versione originale.
Una macchina perfettamente oliata che, se da cinquant’anni funziona, può capitare anche che si inceppi; un meccanismo della scenografia improvvisamente cede e lo spettacolo deve essere sospeso per una mezz’ora per consentire ai tecnici le riparazioni che consentono di procedere in sicurezza.
Scrivere di uno spettacolo così celebre e longevo non è cosa facile: si corre il serio rischio della banalità. Quello che si può aggiungere per concludere è che anche a distanza di anni assistere nuovamente ad ‘Aggiungi un posto a tavola’ regala tre ore di serenità, un momento sospeso nel tempo durante il quale ci si riesce quasi a convincere che sì, andrà davvero tutto bene!
© Laura Fedrigo per instArt