Sempre attenta a quanto accade in giro per il mondo, la rassegna Sexto ‘Nplugged propone sempre qualcosa di interessante anche nel panorama musicale nostrano. Ne avremo conferma nella serata ( ad entrata gratuita tra l’altro) di venerdì 5 luglio quando saliranno sul palco di piazza di Piazza Castello gli A Toys Orchestra e Marta Del Grandi, due figure di artisti che nascono da esperienze diverse, ma che hanno in comune la volontà di esprimere un discorso musicale personale, in barba a certi moduli musicali imperanti nel nostro stivale.

Gli A Toys Orchestra sono nati in provincia di Salerno (Agropoli) alla fine dello scorso millennio ed hanno vissuto varie incarnazioni del cosiddetto indie rock italico, da quello più chitarristico ed istintivo a quello più contaminato da certa elettronica, grazie all’ingresso di Fausto Ferrara al synth. Ultimo di un percorso di otto album è il recente Midnight Again, in mezzo esperienze con musicisti anche internazionali ( Nada, Dusty O’Halloran), flirt col cinema e riconoscimenti (al MEI). Diverso è il percorso di Marta Del Grandi: formazione classica, ispirazione jazz, amore per il pop raffinato, viaggi all’estero e formazione internazionale. Assieme a Emma Tricca, Daniela Pes ed altre, fa parte di quel manipolo di musiciste intenzionate a dare al pop una forma più compiuta e raffinata rispetto ai banali canoni mainstream. Dal 2021 ad oggi ha licenziato due pregevoli dischi, nei quali la sua indole pop si è fusa con elementi jazz, folk e classici. Sicuramente uno spettacolo da vedere, assieme ad A Toys Orchestra venerdì 5 luglio. Rimanendo in Italia, domenica 7 luglio, prima degli Slowdive si potrà ammirare a Sexto ‘Nplugged il più classico dei supergruppi indie del momento, gli I Hate My Village, che riuniscono membri di diverse formazioni della scena rock italiana ( Calibro 35, Verdena tra gli altri) per un progetto che cerca di unire le diverse personalità degli artisti in un sound particolare, al contempo ipnotico, tribale e futuristico. Una sorta di post rock odierno, volto ad usare le proprie esperienze per superarle con una musica nuova. Usciamo dai nostri confini per entrare nel Regno Unito, da dove provengono i BDRMM ed i Jadu Heart. Entrambi suoneranno a Sesto al Reghena sabato 6 luglio, inondando Piazza Castello di sonorità debitrici del post punk inglese (The Cure) e dell’indie rock dei novanta ( My Bloody Valentine, Pixies, Radiohead). Vedremo due gruppi diversi nel suono ma uguali nell’approccio di sintetizzare il passato per dare una consistenza al rock del futuro. Due scommesse, che speriamo vincenti.

Daniele Paolitti © instArt 2024
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