Un programma ricchissimo di eventi e di rinnovato entusiasmo culturale che torna a respirare senza maschera a Udine e dintorni. Il festival Vicino/Lontano 2021 si appresta ad essere rivissuto e condiviso tra le persone vicine e non più lontane. Non ha mai smesso di esserci ma il potersi immergere nuovamente nel pubblico con un palinsesto ricco di argomenti importanti e attualissimi lo pone sempre in primo piano non solo regionalmente ma internazionalmente. La sensibilità orientata alle ingiustizie, alle tensioni sociali e politiche, le nuove correnti di pensiero, la scuola, il libro come fonte di canoscenza e occhio sul mondo, è per il festival un parametro imprescindibile che lo rende di fatto un evento poliedrico della manifestazione umana. Forte di un’esperienza on line causata dalla pandemia, questa nuova veste tra reale e virtuale darà modo alla manifestazione di arrivare oltre che alle persone presenti anche a tutto il mondo, affamato di novità e storie vere che caratterizzano il nostro vivere “moderno” che necessita ancora di voci che urlano nella sempre più manifesta indifferenza generale. Ci vuole coraggio e determinazione e per questo Vicino/Lontano sarà sempre punto di riferimento per chi crede nella cultura, nella giustizia e nella difesa dei nostri diritti di essere umani liberi.

© Massimo Cum per instArt

Nel segno della “distanze” torna il festival vicino/lontano 2021, in programma a Udine da giovedì 1° a domenica 4 luglio, in presenza, nella sua 17^ edizione, dopo i quattro dialoghi magistrali di Vicino/lontano On, trasmessi online tra maggio e giugno per avviare la riflessione sul tema insieme a studiosi di prestigio internazionale.

Oltre 70 gli appuntamenti in programma – tra confronti, incontri, concerti, mostre e proiezioni – che coinvolgeranno quasi 200 ospiti dal mondo delle scienze, della letteratura, dell’arte, dello spettacolo e dell’informazione. Nella quasi totalità dei casi saranno a Udine di persona per rinnovare, insieme al pubblico, quel rito collettivo che è proprio dei festival e che permette di condividere momenti di ascolto e riflessione in uno spazio comune, dove sentirsi comunità.
Fra gli ospiti: Marcello Fois, Claudia Lodesani, Alessio Romenzi, Annalisa Camilli, Elena Esposito, Luciano Floridi, Cosimo Miorelli, Lucio Caracciolo, Carlo Ginzburg, Maurizio Ferraris, Cecilia Robustelli, Valerio Cataldi, Marina Lalović, Fabrizio Barca, Matteo Zuppi, Donatella Di Cesare, Innocenzo Cipolletta, Alberto Mingardi, Barbara Schiavulli, Ernesto Caffo, Alessio Lasta, Marino Niola, Maurizio Scarpari, Zehra Doğan, Barbara Spinelli, Zerocalcare, Marino Sinibaldi, Francesca Mannocchi e Moni Ovadia.
Sarà anche quest’anno il Premio Terzani – con un evento di grande impatto spettacolare – a chiudere il festival. Domenica 4, alle 21.00, attesissimo protagonista della serata per la consegna del Premio, nella scenografica cornice del piazzale del Castello di Udine, sarà lo scrittore, poeta e attivista ambientale islandese Andri Snær Magnason, autore de Il tempo e l’acqua (Iperborea, traduzione di Silvia Cosimini), libro giudicato dalla giuria del Premio, presieduta da Angela Staude Terzani, come “necessario”, per il grido d’allarme che lancia con urgenza a tutti noi. È senza precedenti la prova che dobbiamo affrontare: si tratta di salvare la terra. E bisogna farlo in fretta. Non abbiamo più tempo. Il vincitore sarà intervistato da Marino Sinibaldi, presidente del Centro per il libro e la lettura, oltre che membro della giuria del Premio Terzani. Come ogni anno, sarà Angela Terzani, cittadina onoraria di Udine, a consegnare il Premio al vincitore. Seguirà l’esecuzione dello Stabat Mater del compositore Valter Sivilotti, una riscrittura della preghiera medievale attribuita a Jacopone da Todi. Uno spettacolo articolato ed emotivamente coinvolgente, diretto dallo stesso maestro Sivilotti per la regia di Marco Caronna. E una voce recitante di eccezione, quella di Moni Ovadia, intreccerà le parole con la musica, dando spazio alla prosa poetica di Erri De Luca, che ci ricorda che in nome della madre s’inaugura la vita; e alle parole struggenti di Pier Paolo Pasolini, che alla madre ha dedicato indimenticabili versi in forma di ballata e di supplica; oltre che al racconto, lucido e suggestivo insieme, di Andri Snær Magnason. Lo spettacolo, per la regia di Marco Caronna, vedrà impegnati – diretti dal maestro Sivilotti – il gruppo vocale femminile ArteVoce Ensemble, l’Accademia Giovanile del Coro FVG e i solisti dell’Accademia Musicale Naonis (Luca Carrara alla batteria, Francesco Tirelli alle percussioni e Marco Bianchi, producer, alle chitarre e live electronics), con l’intervento del soprano solista Franca Drioli.
Nella convinzione che, al di là delle parole di indignazione, sia giusto dare segnali concreti di solidarietà nei confronti di chi subisce la sistematica violazione dei propri diritti, è nato l’importante progetto editoriale “Una voce per Sepideh”: insieme all’associazione “Librerie in Comune” di Udine – libera associazione di librai, nata nel 2017, che comprende le librerie Einaudi, Feltrinelli, Martincigh, Moderna Udinese, Odòs, Tarantola – vicino/lontano ha realizzato la traduzione dal persiano e la pubblicazione, per i tipi di Gaspari Editore, dei Diari dal carcere di Sepideh Gholian, giovane reporter e attivista iraniana arrestata nell’autunno 2018, mentre seguiva in veste di giornalista lo sciopero dei lavoratori di una raffineria di zucchero. Dopo essere stata detenuta in varie prigioni iraniane, tra cui quella tristemente famosa di Evin, dove le detenute e i detenuti subiscono quotidiani pestaggi e torture di ogni tipo, attualmente è rinchiusa nel carcere di Bushehr. Condannata in primo grado a 18 anni di carcere e in Corte d’appello a 5 anni, sulla base di una confessione estorta con la violenza, nel giugno 2020 Sepideh Gholian ha rifiutato di inoltrare una richiesta di perdono all’ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran. In un breve periodo di libertà provvisoria, nella primavera dello scorso anno, era riuscita a scrivere e far circolare – tramite IranWire, sito d’informazione con base a Londra gestito da giornalisti e attivisti sfuggiti al regime – le sue memorie del carcere, ed è per questo ora sotto processo anche per “diffusione di propaganda e falsità”. Il progetto ha ottenuto il patrocinio di Amnesty International Italia. Il ricavato della vendita del librò sarà destinato a coprire le spese legali di Sepideh Gholian. Una quota verrà devoluta ad Amnesty – che celebra quest’anno i 60 anni di attività e ha contribuito a liberare con le sue campagne oltre 50mila prigionieri di coscienza”. I Diari saranno presentati in anteprima nazionale al festival nella giornata inaugurale (giovedì 1° luglio, ore 19, Loggia del Lionello) con l’intervento di Emanuele Russo, presidente di Amnesty International Italia, Giuliana Borsatti, giornalista esperta di Iran e Fabrizio Foschini, traduttore dei Diari e dottore di ricerca in Istituzioni e relazioni internazionali dell’Asia, con la moderazione del direttore dell’Ansa Fvg Francesco De Filippo. Darà voce alla struggente testimonianza di Sepideh l’attrice Aida Talliente, accompagnata dal musicista di origine iraniana Mehdi Limoochi (coordinamento Manuel Marrese).
Il festival vicino/lontano 2021 si realizza grazie al fondamentale sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine e della Fondazione Friuli, con il supporto di Coop Alleanza 3.0, Amga Energia & Servizi, CiviBank, Ilcam, Prontoauto, Farmacia Antonio Colutta e Confartigianato, e con il patrocinio di Confcommercio. Il festival occuperà, ancora una volta, il cuore della città di Udine e alcuni dei suoi edifici storici – la chiesa di San Francesco, l’Oratorio del Cristo, la Loggia del Lionello e, bella novità 2021, il colle del Castello –, tutti messi come sempre a disposizione dal Comune di Udine.
Il programma ha la supervisione scientifica dell’antropologo Nicola Gasbarro, presidente del comitato scientifico di vicino/lontano, ed è a cura di Paola Colombo e Franca Rigoni, con il supporto e il contributo dei membri dell’autorevole comitato scientifico del festival: Stefano Allievi, Lucio Caracciolo, Sergia Adamo, Massimiliano Panarari, Fabio Chiusi, Beatrice Bonato, Michele Morgante, Antonio Massarutto, Guido Crainz, Pier Aldo Rovatti, Giovanni Leghissa e Guglielmo Cevolin, Giancarlo Bosetti, Norma Zamparo, quasi tutti coinvolti anche di persona in eventi del festival.
Inutile negarlo: c’è un “prima” e c’è un “dopo”. Lo stiamo sperimentando tutti, come singoli e come collettività. Ed è proprio sulla linea di frattura prodotta dalla pandemia che si colloca il punto di osservazione della 17esima edizione di vicino/lontano, per provare a riprendere le misure del mondo, a partire da antiche e nuove “distanze”.
Non è facile comprendere la complessità del momento, ma il festival vuole affrontare almeno alcune questioni, tra le tante che il virus ha contribuito a rendere più evidenti.
Tutti abbiamo capito che le azioni dei singoli governi non bastano più, servono quelle collettive: la più urgente è la salvaguardia del pianeta, come ci insegna anche il Premio Terzani 2021, opportunamente assegnato ad Andri Snaer Magnason per il suo libro sull’allarme climatico-ambientale Il tempo e l’acqua. Ed è diventato altrettanto necessario, e urgente, chiederci come contrastare, o almeno correggere, l’estrema polarizzazione delle diseguaglianze in un mondo dominato dalla spregiudicatezza del mercato.
E poi, fino a quando l’accesso a posizioni di potere da parte delle donne sarà solo un’eccezione, mentre l’effettiva parità di genere continua a essere una semplice petizione di principio? Quali i problemi della scuola e dei ragazzi, al di là di ogni retorica, al tempo della Dad? Come riconquistare una fisicità possibile? E soprattutto, come può la parola della scienza dialogare con le paure e le inquietudini dei cittadini, che chiedono risposte assolute e inequivocabili indicazioni di comportamento? E lo stato saprà rispondere alla domanda di sicurezza e di efficienza che viene da una società civile sotto stress senza snaturare la sostanza della democrazia? Quali i limiti e le incognite dell’intelligenza artificiale che quotidianamente accompagna le nostre vite, e le sorveglia? E infine, in un quadro di incertezza e di trasformazione delle alleanze e degli assetti geopolitici, qual è il nostro posto nel mondo, mentre non abbiamo ancora risolto lo storico divario tra nord e sud del Paese?
Tutto questo per continuare a ragionare insieme, senza la presunzione di fornire risposte, ma coltivando la convinzione che per cambiare le cose bisogna prima capirle, magari ascoltando anche le voci con cui non siamo d’accordo.

comunicato stampa

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