Dialoghi e intrecci, di linguaggi creativi e artisti, uniti nella messa in scena di ambienti, voci e azioni votati a un empatico coinvolgimento emozionale!

La seconda inaugurazione sabato 11 settembre alle 18.30 all’Ex Cinema Cristallo – il Festival Maravee Folle si appresta a varare l’iperbole del suo sottotitolo: “Il folle convivio dell’arte come resilienza alla negazione delle folle” dettata dalla pandemia.

Ammiccando al Convivio dantesco, inteso come vita culturale condivisa, elevata a “banchetto di sapienza”, offerto con intento divulgativo, in cui avviene un contatto umano teso tra filosofia e amore, con tre ambientazioni d’artista che compongono altrettante mostre personali animate da performance attoriali e coreutiche, esplora la ricerca della felicità contemporanea.

Nell’ambito del Festival Maravee Folle, ideato e diretto da Sabrina Zannier, organizzato dall’Associazione culturale Maravee con il sostegno della Regione FVG, dei Comuni di Grado e Gemona del Friuli e delle slovene Obalne Galerije Piran, grazie alle collaborazioni di Gervasoni, Comunità Collinare, Comune di Colloredo e CP & Partners, Convivio alla finestra inscena un Convivio partecipato a distanza, con filtro spaziale e temporale, ma talmente condiviso da generare il contatto profondo tra cultura e società. Perché i progetti degli artisti partecipanti, pur nella loro diversità, mettono in scena persone: nelle finestre nomadi digitali di Anotherview con la presa diretta delle folle partecipanti a collettivi eventi festosi; nella videoproiezione di Giuliana Cuneaz incarnando in spoglie attoriali la leggendaria figura di uno spirito benevolo; nei ritratti fotografici di Michele Biasutti calandosi nel diretto coinvolgimento di singoli individui, elevati a protagonisti della gioventù contemporanea.

Suddiviso in tre distinte ambientazioni, il percorso espositivo sviluppa l’idea del Convivio con tre proposte di resilienza innanzi alle restrizioni dettate dalla pandemia: la bellezza della memoria che sconfigge i limiti alla socializzazione; la magica speranza di uno spirito benevolo volto alla guarigione e all’augurio di anni fecondi; la speranzosa fioritura della nuova generazione.

Alla CASA DELLA MUSICA il percorso espositivo è suddiviso in due mostre personali e una zona video dei relativi backstage. Al piano terra, in Convivio nella biodiversità del collettivo Anotherview composto dall’italiano Marco Tabasso, dalla russa Tatiana Uzlova e dall’olandese Robert Andriessen, due finestre nomadi digitali inscenano l’idea del convivio nella biodiversità territoriale, ma anche umana, del Friuli Venezia Giulia. Aperte sulle meraviglie naturalistiche e socializzanti, restituiscono la memoria di folle riunitesi sul Monte Lussari per la fiaccolata più lunga delle Alpi, ripresa per 24 ore fra il 31 dicembre 2019 e il primo gennaio 2020. Altre ventiquattro ore sono dedicate alla festa del “Perdòn de Barbana”, la principale tradizione religiosa di Grado, ripresa a luglio di quest’anno, che dal 1237 rinnova il voto alla Madonna che avrebbe salvato il paese dalla peste. L’installazione scenografica che le accoglie, ideata da Belinda De Vito e realizzata in collaborazione con Elisabetta Ferrandino, iperbolizza la vicinanza geografica tra laguna gradese e montagna: sintetizzate in pozze d’acqua, isole di argilla sabbiosa con i tipici fiori di Limonium, morbidi e sognanti manti nevosi, costruiti fra natura e artificio. Qui, tra montagna e laguna, l’attrice Nicoletta Oscuro narra la visionarietà generata dalla memoria esperienziale della socializzazione nelle nostre meraviglie naturalistiche.

Al primo piano Convivio del desiderio dell’artista valdostana Giuliana Cuneaz, con un’immersiva video-installazione apre una “finestra” di magica speranza, rivolta alle folle di un urgente convivio culturale e sociale. Sullo sfondo di un mare notturno quale metafora di un’epoca incerta, il suggestivo personaggio di Amabie – leggendaria figura giapponese, spirito benevolo volto alla guarigione delle epidemie e all’augurio di anni fecondi – appare come una strana creatura portatrice di bene innanzi alle incertezze. Personaggio interpretato dall’attrice Paola Corti, tratto dal film dell’artista intitolato I Cercatori di luce e incentrato sul potere rigenerativo della natura, la sirena ricoperta di squame, dai lunghissimi capelli e il volto simile a un uccello, emerge dal mare con una sfera luminosa. Le sue gestualità magico-apotropaiche, che sollecitano l’emozionalità legata alla sorpresa e alla meraviglia, ci uniscono nel desiderio di rischiarare l’oscurità del nostro tempo. A suggerire tale percorso sarà il danzatore Gian Mattia Baldan, che su coreografia di Giulia Staccioli – Kataklò Athletic Dance Theatre, inscenerà una poetica esperienza d’interazione fra corpo coreutico live e corpo attoriale virtuale.

All’EX CINEMA CRISTALLO l’installazione fotografica Blossom di Michele Biasutti abita l’intero sviluppo delle ampie vetrine sulla strada, proponendo ai passanti una frontale presenza d’identità plurima. Nata dalla ricerca identitaria sulla generazione dei giovanissimi per carpirne stati d’animo e modus vivendi attraverso grandi ritratti, inscena lo stato di sospensione che in questo periodo connota più che mai l’età umana della “fioritura”. Animata in un’intensa interazione con i giovani effigiati nella performance coreutica di Chiara Busato ed Elena Popadyuk, su coreografia di Cinzia Pitta – Associazione Danza e Balletto e colonna sonora di Vittorio Vella.

 

Il concept del Festival Maravee Folle 2021 

 

            “Vent’anni d’intrecci dialoganti fra arte e spettacolo – afferma la direttrice artistica Sabrina Zannier – che nella lunga tenuta temporale hanno premiato i tre aspetti fondativi del Festival: la messa in scena emozionale della società coeva, la valorizzazione di location storiche e naturalistiche attraverso l’animazione della creatività contemporanea e il costante dialogo artistico tra il qui e l’altrove per costruire un orizzonte glocal”.

 

Maravee mette in scena l’anima che ha fondato la sua riconoscibilità: il convivio linguistico fra arti visive e spettacolo, sul quale ha costruito il concept di un “Teatro dell’arte” animato da tematiche socialmente condivisibili. Dopo anni dedicati a puntuali temi individuati su riflessioni sociologiche e filosofiche nell’esistenza quotidiana collettiva, in occasione del proprio ventennale Maravee eleva a oggetto di riflessione quel concetto di convivio sconfinante che dal 2002 è stato individuato come urgenza di relazione e condivisione creativa, necessaria per sottolineare il senso dell’arte e per amplificarne la diffusione. Il “Folle convivio dell’arte” indica la volontà e la capacità di superare limiti e confini, per generare spettacoli che nascono dalla poetica di altre opere, entrambe dedicate alla ricerca della felicità dell’uomo contemporaneo, anche coinvolgendolo in performance partecipate.

E’ questo sconfinamento che Maravee intende inscenare come “Resilienza alla negazione delle folle”, intese come moltitudini di persone riunite in un luogo, che l’arte in parte contempla coinvolgendola nelle opere e in parte intende raggiungere con la sua pervasività. La mancata partecipazione alle folle, il distanziamento e il rallentamento della vita sociale sono terreno fertile per uno sguardo a ritroso nel tempo, alla ricerca di pensieri e opere che nella loro valenza umanistica conservano indicazioni in ogni epoca foriere di nuove vie. Maravee Folle si appella quindi a Il Convivio e alla Divina Commediadi Dante Alighieri, che unendo l’opera alle vicende della vita, nel 700° anniversario della sua morte riafferma di aver parlato all’umanità intera, affinché essa, oggi come allora, possa intraprendere un percorso di redenzione.

Convivio inteso come vita culturale condivisa, che attraverso la metafora del cibo si eleva a “banchetto di sapienza”, in cui avviene un contatto profondo, teso tra filosofia e amore, offerto da Dante in lingua volgare, con intento divulgativo. Con lo stesso intento, Maravee inscenerà come vivande (le canzoni dantesche) opere di prosa, danza e musica, accompagnate da video e fotografia; e come pane (il commento dantesco alla canzone) le scenografie nutrite di altre opere, ossia il linguaggio visivo e i commenti curatoriali come suggerimenti emozionali e concettuali per gustare le vivande.

 

PROSSIMI APPUNTAMENTI

11 settembre – 3 ottobre 2021
Blossoms
Grado, Cinema Cristallo

8  – 22 ottobre 2021
Corpi di resilienza
Fabbrica e show-room Gervasoni

Gennaio / Febbraio 2022
Angeli o bestie?
Pirano (Slovenia), Obalne Galerije Piran

 

Comunicato stampa

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