CARLA COSATTINI, FIDALMA GAROSI LIZZERO E LE DONNE DELLA RESISTENZA: LE RACCONTA LO SPETTACOLO “IO VOGLIO ANDARE A FARE LA PARTIGIANA”

Venerdì 12 gennaio, nella sala polifunzionale “Criscuolo”, l’evento – organizzato dall’Anpi di Udine, in collaborazione con Spazio a colori e L’officina delle memorie, e con il sostegno del Comune – nell’ambito del progetto “Quel gradino in più. La scelta coraggiosa di essere partigiane”.

«Siamo entrate nella lotta, ne abbiamo fatto parte e vogliamo rimanerci; continuare ad offrire il nostro aiuto fin dove è possibile. E dal quel gradino non possiamo scendere. Non possiamo e non vogliamo»: dalle parole che la scrittrice e resistente Alba De Cespedes trasmetteva da radio Bari nel dicembre 1943, prende avvio lo spettacolo di letture sceniche “Io voglio andare a fare la partigiana”, che si svolgerà venerdì 12 gennaio, alle 20.30, nella sala polifunzionale “Criscuolo”, con ingresso libero. Sul palco, Caterina Comingio, Carlotta Del Bianco, che cura anche la regia, e Anna Garano, alla chitarra, tratteggeranno il profilo e il ruolo, tutt’altro che secondario, di alcune partigiane, tra cui due grandi donne friulane: Carla Cosattini e Fidalma Garosi Lizzero “Gianna”. Lo spettacolo – organizzato dall’Anpi di Udine, in collaborazione con Spazio a colori e L’officina delle memorie, e con il sostegno del Comune – conclude il ciclo di tre incontri dal titolo “Quel gradino in più. La scelta coraggiosa di essere partigiane”, che ha inteso approfondire e narrare la “Resistenza taciuta”, cioè il ruolo che le donne svolsero attivamente all’interno delle formazioni partigiane fino al loro ingresso in politica e in altri ambiti della società civile del dopoguerra.

Attraverso letture, musica e canzoni, lo spettacolo darà l’opportunità di conoscere la storia di donne del nostro territorio, a volte note solo per le intestazioni di strade e targhe. Dietro ai nomi si celano eroiche scelte di vita che permettono a noi tutti di vivere oggi in democrazia. In particolare, Carla Cosattini, nell’aprile 1945, venne inviata a chiedere la resa al comando tedesco stanziato in piazza I Maggio. Per Fidalma Garosi Lizzero essere partigiana fu una condizione di vita, prima partecipando alla lotta contro il nemico nazifascista, e dopo la Liberazione non si stancò di raccontare la storia di tante donne al tempo del fascismo e della lotta partigiana, inoltre, fino alla fine della sua vita si impegnò nei Comitati di quartiere per l’attuazione e la tutela del diritto alla salute e fu in prima fila nei comitati per la difesa della Costituzione.

comunicato stampa

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