Dopo il sentito e caloroso saluto a Franco Però della settimana scorsa -al termine dei sei anni del suo mandato come direttore del Politeama- in un ideale passaggio di testimone davanti ai media oggi è stata la volta del benvenuto pubblico a Paolo Valerio.

Oltre all’emozione del poter nuovamente entrare nella Sala Assicurazioni Generali e calcare nuovamente le assi del palco più famoso in regione, l’incontro è stata un’ottima occasione per conoscere un po’ meglio il nuovo direttore e soprattutto i suoi pensieri e piani per il futuro del Politeama. Piani che, va detto subito, sono già molto concreti: è infatti in dirittura d’arrivo ­la produzione del primo progetto da lui curato, “Trieste e la Memoria – Un viaggio nella città” che verrà diffuso in streaming il 27 Gennaio, in occasione della Giornata della Memoria.

Paolo Valerio, regista e attore apprezzato in tutta Italia -oltre che già direttore artistico del Teatro Stabile di Verona- non è certo una nuova conoscenza per Trieste. Ha infatti calcato diverse volte il palco del Rossetti: ricordiamo “Jezabel”, “Il deserto dei tartari” e “Poema a fumetti” tra le sue apparizioni più recenti.

Dopo i saluti delle autorità (nelle parole di Serena Tonel che come sempre ha mostrato forte coinvolgimento e empatia con la situazione attuale dei teatri) e una breve introduzione del presidente Granbassi, Valerio si è detto prima di tutto lusingato e pronto alla sfida di “passare dall’altra parte”. Soprattutto in una città come Trieste, che da sempre è un’eccellenza a livello nazionale per la qualità e la varietà delle proposte teatrali (come il neodirettore ha giustamente fatto notare, è l’unica città in Italia ad avere un assessore ai teatri). Ha ringraziato Franco Però per il testimone lasciatogli: un teatro sano, vivo, un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale che ha l’ulteriore fiore all’occhiello di avere una Compagnia stabile. Fattore che Valerio ha voluto sottolineare in quanto per nulla scontato.

Si è passati poi a illustrare i progetti futuri, a dimostrazione che pur in tempi incerti come questi (a tutt’oggi non è possibile delineare un orizzonte temporale per il blocco degli spettacoli imposto dai DPCM anti-Covid, anche se la speranza è per una riapertura con pubblico limitato tra marzo e aprile) il Rossetti non si è mai fermato e che il nuovo direttore sposa appieno questa strategia. Gli streaming delle varie produzione dello Stabile sono attivi già da inizio gennaio, con “Valzer per un mentalista” che ci accompagna proprio in questi giorni e fino alla fine del mese. Largo spazio è stato dato a “Trieste e la Memoria – Un viaggio nella città”, su drammaturgia di Paola Pini, che in occasione della Giornata della Memoria verrà diffuso in streaming nell’ottica di accrescere le occasioni di conoscenza e di riflessione su una delle pagine più buie del Novecento. Un collage di immagini, testimonianze e notizie che permetterà di attraversare Trieste sostando in alcuni luoghi simbolo legati all’occupazione nazista della città, dal settembre 1943 all’aprile 1945.

È questo un progetto che presenta due fattori di certo molto cari a Valerio e che sono stati poi toccati in altri momenti della presentazione. Innanzitutto il “turismo culturale”, molto forte a Trieste, nella cui ottica verrà sviluppata un’intensa attività estiva “site-specific” e all’aperto (operazione che già ha dato ottimi esiti di pubblico nell’estate scorsa), con un potenziamento  della collaborazione con il Parco del Castello di Miramare, i Civici Musei e con il Porto.

Il secondo fattore sono gli stimoli che si ricevono da tutti i “giacimenti culturali” di Trieste e del territorio, da cui risalire a monumenti della letteratura che sono capisaldi del Novecento europeo. Il primo è Giorgio Strehler, a cui un visibilmente commosso Valerio ha dichiarato di volersi ispirare per il 2021 (centenario della sua nascita), prendendo forte spunto dalla sua visione della vita e dell’arte: «Il teatro come responsabilità morale, come amore accanito ed esclusivo, un severo impegno verso la vita e verso gli altri, in un sentimento di unità tra parola scritta e rappresentazione, attori e scenografo e musicisti e autori, un tutto unico fino all’ultimo macchinista  – cita il neodirettore- è una frase che sembra perfetta per noi: sono queste la motivazione, l’energia di cui ora abbiamo bisogno».

Un pensiero è andato anche agli spettacoli sospesi nel 2020 a causa delle limitazioni anti-Covid: Valerio ha voluto rassicurare che ha la ferma intenzione di non perdere nulla di quanto organizzato da Però in quell’anno certamente nefausto, e che quindi si cercherà di trovare spazio e riprogrammare tutti gli spettacoli che purtroppo non sono stati in grado di andare in scena.

Infine un patto che il direttore ha voluto proporre ai media, proprio in occasione della conferenza stampa, riconoscendo il ruolo fondamentale di “compagni di viaggio” che essi hanno sempre per chi fa teatro e che assumeranno ancor più nel prossimo futuro: «La gente di teatro è paziente, sì, ma non rassegnata: siamo pronti a ripartire, e il ritornare in sala rappresenterà per tutti un momento di grande rinascimento, di gioia, di motivazione. Il ruolo dei media in questo ritornare a parlare di teatro con il pubblico, sarà fondamentale, sarà fondamentale veicolare e trasmettere attraverso la loro attenzione e sensibilità il piacere della libertà e del teatro, che vibreranno naturalmente sul palcoscenico, ma che vivremo appieno solo se riusciremo a condividerlo con ogni spettatore».

Non rimane altro che augurare un caloroso benvenuto al neodirettore, oltre a un “buon lavoro” e che Covid e limitazioni permettano di vederne tanto, di quel lavoro.

Luca Valenta / ©Instart

 

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