Il presunto passaggio di Dante Alighieri in Friuli diventa uno spettacolo tra musica e parola. “Dante e la Valcellina” è la mise en espace a cura di Enzo Santese in occasione dei 700 anni dalla morte del Sommo Poeta che sarà proposta giovedì 23 settembre alle 18 ad Andreis al Centro Visite del Parco Naturale Dolomiti Friulane. L’appuntamento sarà proposto dall’Associazione Storica Società Operaia di Mutuo Soccorso e Istruzione di Pordenone con la collaborazione del Comune di Andreis, realizzazione possibile grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone, con il patrocinio del Parco naturale Dolomiti Friulane e con il sostegno di Costam e Itas Assicurazioni.

L’iniziativa vedrà in scena lo stesso Enzo Santese (voce narrante) che curerà anche la regia, con Gianni Maran (voce recitante), Ennio Zampa (musica e voce), riprese e montaggio di Maurizio Caldana.

Si tratterà di una discesa nella prima delle tre Cantiche della Divina Commedia che verrà ripercorsa con la lettura di alcuni versi tratti da alcuni Canti accostati alle immagini di Andreis e della Molassa, fino a saltare i secoli ed espandersi evocativamente alle parole del poeta andreano Federico Tavan.

«È sicuramente carica di suggestioni l’idea che Dante in una delle sue tante peregrinazioni dopo la cacciata di Firenze, abbia compensato l’amarezza dell’esilio anche con la visione diretta delle bellezze della Valcellina – spiega l’autore Enzo Santese – Certo, se così fosse, il poeta avrebbe avuto straordinari spunti per l’ambientazione di alcuni paesaggi infernali. Là dove la valle è più aspra si può cogliere il senso della voragine infernale, il reticolo di sentieri malagevole verso il centro della terra, il gran numero di punti dove è difficile e faticoso l’oltrepassamento».

Molti scorci della Valcellina diventano scenografia di questo racconto. «La leggenda del soggiorno di Dante in Friuli, soprattutto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, è stata oggetto di controversia accese che hanno surriscaldato in più occasioni la temperatura delle discussioni tra i sostenitori dell’una o dell’altra ipotesi» prosegue l’autore e critico d’arte.

Da un lato Quirico Viviani curatore dell’opera La Divina Commedia di Dante giusta la lezione del codice Bartoliniano (Udine Mattiuzzi 1823) secondo cui Dante, conclusa la sua parentesi veronese a Cangrande della Scala, nel 1319 giunse in Friuli dove per un anno intero fu ospite del Patriarca di Aquileia di Pagano della Torre. Durante questa permanenza, ipotesi che si fonda sulle opere degli storici Giovanni Candido (Udine 1450-1528) e Iacopo Valvasone di Maniago), Dante sarebbe stato anche a Tolmino, oggi in Slovenia, dove avrebbe composto anche alcuni canti del Paradiso suggestionato dalla dolcezza del paesaggio e alcuni tratti di selvaggia asprezza gli avrebbero ispirato l’ambientazione per alcuni passi della sua opera.

Dall’altro Ugo Foscolo che dall’Inghilterra nella sua opera Discorso sul testo della commedia di Dante (Milano Sonzogno 1887) aveva cominciato a smantellare la tradizione della permanenza dell’Alighieri in Friuli bollandola come uno dei tanti esempi di campanilismo, produttore di leggende anche se aderenti solo in parte alla realtà dei fatti. La tesi fu smentita non solo da Foscolo ma anche da altre fonti che documentano per permanenza di Dante a Ravenna in quel periodo. Nonché dagli scritti dell’abate friulano Giuseppe Bianchi (Codroipo 1789-Udine 1868), autore dell’opera Del preteso soggiorno di Dante in Udine od in Tolmino durante il patriarcato di Pagano della Torre e documenti della storia del Friuli dal 1317 al 1332 (Udine Turchetto 1844, nelle pagine 3-8).

Leggenda o meno, lo spettacolo si immagina che davvero Dante abbia avuto modo di percorrere alcune zone tipiche della morfologia friulana; tra queste una delle più specifiche per la conformazione dei luoghi e per la capacità di suggestione è senza dubbio la Valcellina.

Lo spettacolo sarà a ingresso libero, solo con Green Pass. Sarà obbligatoria anche la prenotazione fino ad esaurimento posti. Per informazioni, 0434/520820 oppure mail all’indirizzo info@somsipn.it.

Comunicato stampa

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