La Prosa prosegue al Comunale martedì 21 e mercoledì 22 novembre, ore 20.45, con Gerico Innocenza Rosa: un’intensa e magnetica Valeria Solarino interpreta una pièce toccante e attuale scritta e diretta da Luana Rondinelli. Solarino affronta questo monologo con classe, ironia e grande capacità interpretative. Un’altra mirabile prova d’attrice per Valeria Solarino, che fin dagli esordi ha sempre coltivato sia il teatro (Il Misantropo, Una giornata particolare, Palamede), che il cinema (Viola di mare, Vallanzasca, Smetto quando voglio, Perfetti Sconosciuti). Lo spettacolo – coprodotto da TSA Teatro Stabile d’Abruzzo, Savà Produzioni Creative e Stefano Francioni Produzioni – racconta la storia di Vincenzo.  Nella casa di campagna che lo ha visto crescere e dove trova sempre conforto e libertà, Vincenzo narra il suo percorso di transizione alla madre e alla nonna, attraverso un dialogo alla ricerca dell’amore e dell’affermazione della propria identità, lontano da qualsiasi pregiudizio, per sentirsi finalmente amato e compreso. Gerico Innocenza Rosa è un testo che Solarino ha amato sin da subito, fagocitando ogni singola parola, trasportando sulla scena la molteplicità dei personaggi che costellano il mondo del protagonista, dalla nonna che lo ha sempre sostenuto e protetto alla madre fredda e distaccata, dai cugini ai vicini di casa. Voglio dar vita alla lotta per l’affermazione della propria identità – dice la protagonista – il racconto tocca i momenti più dolorosi di questo percorso, ma anche i ricordi più dolci e tutto questo ogni volta mi conquista e mi emoziona.        Uno spettacolo che parla di identità ma che vuole affrontate ogni tipo di discriminazione, una tematica quanto mai attuale trattata con delicatezza attraverso i racconti di Vincenzo che grazie alla nonna troverà la forza di fare il suo percorso di transizione per essere Innocenza Rosa. Ognuno può rispecchiarsi in questo spettacolo – afferma l’autrice e regista Luana Rondinelli – e trovare il proprio modo per essere se stesso fino in fondo, senza pregiudizi che costringono a essere altro, senza paure, con la consapevolezza che se l’accettazione parte dal nucleo familiare e dagli affetti autentici il percorso dell’affermazione della propria identità sarà più semplice. La divulgazione è il mezzo più potente che abbiamo a disposizione per annientare la paura e promuovere la cultura dell’inclusione – affermano i coproduttori – il testo di Rondinelli affronta con poderosa forza evocativa e con amore il difficile percorso verso l’accettazione di se stessi, indispensabile per guadagnarsi la serenità a cui tutti abbiamo diritto. La Scena è di Ortiche Spazi in Scena, i costumi sono di Alessandro Lai, le musiche di Massimiliano Pace e il disegno luci di Daniele Savi.

comunicato stampa

Share This