DEDICA 2024
AL SCRITTORE SPAGNOLO ARTURO PÉREZ-REVERTE
Pordenone, 16-23 marzo 2024 30. EDIZIONE
ARTURO PERÉZ-REVERTE
L’AUTORE DI BEST SELLER MONDIALI CHE MESCOLANO ABILMENTE STORIA E FINZIONE, ATTINGENDO A RIFERIMENTI CULTURALI PROFONDI, SARÀ AL CENTRO DELL’EDIZIONE DEI 30 ANNI GIORNALISTA INVIATO DI GUERRA PER OLTRE 20 ANNI, SCRITTORE DAL 1994, VASTA LA SUA BIBLIOGRAFIA, DA CUI HANNO ATTINTO ANCHE CINEMA E TELEVISIONE
IL SUO SGUARDO DISINCANTATO SUL MONDO: CULTURA ED EDUCAZIONE UNICO ANTIDOTO ALLE MISERIE UMANE. “I LIBRI AIUTANO A SOPPORTARE IL MALE, IL DOLORE, LE OSCENITÀ DEL PRESENTE” INIZIATIVE LUNGO TUTTO L’ARCO DEL 2024 PER FESTEGGIARE L’ANNIVERSARIO DELLA RASSEGNA ORGANIZZATA DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE THESIS IL RITORNO DI ALCUNI PROTAGONISTI DELLE PRECEDENTI EDIZIONI

Arturo Pérez-Reverte, uno dei più importanti scrittori spagnoli di oggi, il più venduto al mondo fra gli autori del suo Paese e i cui romanzi sono tradotti in quaranta lingue, grande protagonista della letteratura contemporanea, sarà al centro di Dedica 2024, il festival organizzato dall’Associazione Culturale Thesis con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Pordenone e della Fondazione Friuli, cui si aggiungono alcune realtà private, tra le quali lo special partner CGN, Coop Alleanza 3.0, AssiLab Previdenza e Servizi.

Dal 16 al 23 marzo, seguendo la formula che da sempre la contraddistingue, Dedica approfondirà e declinerà la poetica e l’universo letterario di Pérez-Reverte in varie espressioni artistiche: libri, incontri, cinema, teatro mostre, eventi che coinvolgeranno gli adulti e le giovani generazioni, da sempre al centro di un lungo e meticoloso lavoro di coinvolgimento e di formazione.

Ma il 2024 non sarà un anno come gli altri per la rassegna monografica che mantiene la sua unicità e riconoscibilità nel panorama dei festival letterari grazie alla sua specificità – l’approfondimento – che ne fa ancora un unicum. Dedica taglierà infatti il traguardo dei 30 anni, anniversario che, come spiega il presidente dell’associazione Thesis Antonino Frusteri, “festeggeremo con una serie di iniziative lungo l’intero arco del 2024 e che presto presenteremo nel dettaglio. Fra queste, il ritorno di alcuni degli scrittori che sono stati protagonisti delle precedenti edizioni ed eventi che condurranno in un viaggio a ritroso nei tre decenni il nostro pubblico, che rinnoverà al festival e agli autori quell’attenzione e quell’affetto da sempre valori aggiunti fondamentali nel successo di Dedica”.

Arturo Pérez-Reverte è stato per oltre 20 anni corrispondente di guerra per la carta stampata e la televisione: Africa, Medio Oriente, America Latina, Bosnia… Dal 1994 ha deciso di dedicarsi completamente alla letteratura. Uno dei suoi titoli più noti al pubblico italiano è Il club Dumas, da cui è stato tratto il film La nona porta di Roman Polanski, con Johnny Depp.
Sette suoi romanzi sono stati adattati per il cinema e altri per serie televisive. Pluripremiato per il suo lavoro, è Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere di Francia e dal 2003 membro della Real Academia Española, la più alta istituzione spagnola per la lingua e la letteratura.

Il suo stile narrativo è avvincente, le trame sono ricche di suspense, fondono abilmente la Storia con la finzione, creando opere che catturano l’immaginazione del lettore sin dalle prime pagine. I personaggi sono affascinanti e complessi, perfettamente integrati in ambientazioni dettagliate e realiste. “La sua – spiega Claudio Cattaruzza, curatore di Dedica – è una scrittura superlativa sia dal punto di vista stilistico sia per la maestria nella caratterizzazione dei personaggi, siano essi provocatori o meschini, come accade spesso per le figure maschili, siano le donne, che nelle sue pagine sono le figure più belle: lucide, intelligenti, sensibili e sempre migliori dei maschi.

I libri di Peréz-Reverte, – ancora Cattaruzza – si prestano a più livelli di lettura e provocano sempre il lettore, offrendogli una serie di spunti e stimoli che lo spingono a cercare i riferimenti storici e culturali nei quali le trame affondano le radici.
E su tutto l’ineluttabilità del destino dell’uomo: è lucidamente realista e disilluso dagli esseri umani, Peréz-Reverte; ciò che ha vissuto come reporter di guerra, gli orrori cui ha assistito, lo hanno evidentemente portato a questa visione della vita. La storia, per lui, insegna che la guerra, pur essendo la più grande sciagura dell’umanità, è purtroppo anche un fatto connaturato nell’uomo.

Per questo – conclude Cattaruzza – sottoscriviamo la sua affermazione che la cultura e l’educazione sono oggi l’unico antidoto alla miseria umana”.

ARTURO PÉREZ-REVERTE
BREVE BIO-BIBLIOGRAFIA
È nato a Cartagena, in Spagna, nel 1951.
È stato inviato di guerra per giornali, radio e televisione fino al 1994, anno in cui ha deciso di dedicarsi alla letteratura.
Autore di grande successo, i suoi romanzi sono stati tradotti in oltre 40 lingue e hanno avuto numerosi adattamenti cinematografici.

Nel 1992 ha ricevuto il Premio Goya, cui hanno fatto seguito, tra gli altri, il Premio per la letteratura europea Jean Monnet (1997), il Prix Méditerranée Étranger assegnato dall’Académie Goncourt (2001), il Premio von Rezzori (2008). Nel 1998 è stato nominato Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere di Francia e dal 2003 è membro della Real Academia Española, la più alta istituzione spagnola per la lingua e la letteratura.

Tra i suoi titoli pubblicati in Italia ricordiamo, oltre alla serie del Capitano Alatriste, Il club Dumas (1997 e 2013), La tavola fiamminga (1999 e 2014), La pelle del tamburo (1998 e 2018), Il maestro di scherma (1999 e 2014), La carta sferica (2000), L’ombra dell’aquila (2002), La regina del Sud (2003), Una questione d’onore (2004), L’ussaro (2006), L’oro del re (2006), Il pittore di battaglie (2007), Il tango della Vecchia Guardia (2013), Il cecchino paziente (2014), Due uomini buoni (2016), Il codice dello scorpione (2017), L’ultima carta è la morte (2018), I cani di strada non ballano (2019), Sabotaggio (2020), SIDI (2021), Occhi azzurri (2021), L’italiano (2022), Linea di fuoco (2023).

CITAZIONI DI ARTURO PÉREZ-REVERTE
«I libri non possono cambiare il mondo, però servono come analgesici; non eliminano il dolore, ma aiutano a sostenerlo e permettono di resistere dalla retroguardia. Insomma, i libri non sono la soluzione, ma una consolazione.»
«L’unica salvezza possibile sta in due paroleeducazione e cultura
«I libri sono porte che ti fanno uscire in strada (…). Con i libri impari, studi, viaggi, sogni, immagini, vivi altre vite e moltiplichi per mille la tua. (…) E servono anche per tenere a bada tante brutte cose: i fantasmi, la solitudine e altre stronzate del genere.»

«Scrivere storie di finzione non è una lacerazione dell’animo ma la capacità di raccontare, usando la testa e la ragione, non il cuore e il sentimento. Non scrivo per sopravvivere alla depressione, scrivo perché adoro farlo.»

“I libri aiutano a sopportare il male, il dolore, le oscenità del presente”.

DEDICACARD, LIBRERIE, NEGOZI E AGEVOLAZIONI
È possibile sostenere Dedica attraverso la DEDICACARD 2024, che garantisce per tutto l’anno sconti nelle librerie partner. A Pordenone: Libreria Al Centro Studi, Libreria Al Segno (anche nelle sedi di Cordenons, Portogruaro, Sacile, San Vito al Tagliamento), Libreria Giavedoni Punto Einaudi, Libreria Quo Vadis e Libreria Baobab di Porcia; a Udine: La Feltrinelli Libri e Musica, Libreria Einaudi, Libreria Friuli, Libreria Martincigh, Libreria Moderna Udinese, Libreria Odòs, Libreria Tarantola; e nei negozi convenzionati Altromercato Bottega del commercio equo e solidale, Libreria Cartoleria Al Centro Studi, Centro Ufficio, Helix Accessori contemporanei, Magliamoda, Mazzini 47, Verde Salvia Flowerlab.

Durante il festival consente inoltre prenotazioni e ingressi preferenziali per gli eventi, riduzioni sui biglietti e omaggi.

I “DEDICATI” DELLE EDIZIONI PRECEDENTI
Giunta alla trentesima edizione, la manifestazione ha esordito con protagonisti del teatro di ricerca (nel 1995 il Laboratorio Teatro Settimo, nel 1996 Cesare Lievi, nel 1997 la Compagnia Teatrale I Magazzini) per poi passare nel 1998 a Moni Ovadia, nel 1999 a Claudio Magris, nel 2000 a Dacia Maraini, nel 2001 ad Antonio Tabucchi, nel 2002 ad Amin Maalouf, nel 2003 a Vassilis Vassilikos, nel 2004 ad Assia Djebar, nel 2005 a Paco Ignacio Taibo II, nel 2006 ad Anita Desai, nel 2007 ad Amos Oz, nel 2008 a Nadine Gordimer, nel 2009 a Paul Auster, nel 2010 a Hans Magnus Enzensberger, nel 2011 a Cees Nooteboom, nel 2102 a Wole Soyinka, nel 2013 a Javier Cercas, nel 2014 a Tahar Ben Jelloun, nel 2015 a Luis Sepúlveda, nel 2016 a Yasmina Khadra, nel 2017 a Björn Larsson, nel 2018 ad Atiq Rahimi, nel 2019 a Gioconda Belli, nel 2020 a Hisham Matar, nel 2021 a Paolo Rumiz, nel 2022 a Mathias Énard, nel 2023 a Maylis de Kerangal.

INFORMAZIONI
Thesis Associazione Culturale, Pordenone, tel. 0434 26236
info@dedicafestival.it, www.dedicafestival.it
Facebook: Dedica festival Pordenone
Twitter @dedicafestival
Youtube: Dedica Festival

comunicato stampa

Share This