Take the AnzwArt Train: la musica di Gian Luca Belluzzo

Avevamo avuto modo di apprezzare e recensire su questa stessa rivista l’esibizione live di Gian Luca Belluzzo, in arte AnzwArt, che nell’ultima edizione di Sexto’nplugged apriva il memorabile concerto di Teho Teardo dedicato al genio e all’arte di Man Ray. Allora la...

Giri di valzer in Dub. Il nuovo EP di Giorgia D’Artizio: tra Freddy Frenzy e Max Ravanello

Giorgia D’Artizio presenta il suo nuovo singolo “La Deriva” che, accompagnato da videoclip, anticipa l’uscita del suo secondo EP autoprodotto di brani originali; in arrivo anche un secondo singolo e un nuovo intrigante video di imminente uscita “Animali liberi”. “La Deriva” si rivolge a chi vuole interrogarsi sui precari equilibri psicologici dell’essere umano nel particolare momento in cui stiamo vivendo; pone attenzione con le sue note e i suoi ritmi alle nostre fragilità e ai tentativi che facciamo nella vita per darci una ragione di esistere in un mondo oberato dalle nostre bugie e dalla nostra spazzatura.

Negare per affermare: Codice Bowie, cinquanta chiavi per aprire quelle porte di Damiano Cantone e Tiberio Snaidero.

Un pregevole lavoro d’erudizione arricchisce il non vastissimo orizzonte dei contributi critici italiani alla comprensione e all’analisi dell’opera del più grande artista visuale dell’ultimo secolo: David Bowie.

Damiano Cantone e Tiberio Snaidero con il loro testo scritto a quattro mani per i tipi della prestigiosa Meltemi (Gruppo Mimesis) segnano un deciso salto di qualità interpretativo e scientifico in quel preciso contesto: Codice Bowie. Cinquanta chiavi per aprire quelle porte.

Le parole di dentro. Cuba-Italia in prima classe. B-Black Omar Sosa & Ernesttico + Giovanni Guidi “Little Italy” a Jazz & Wine of Peace 2020

Omar Sosa entra in scena con un lumino devozionale acceso in mano e un bastone da passeggio, vestito completamente di bianco come in una celebrazione di Candomblé, e comincia il rito che officia toccando i tasti del pianoforte mentre un riverbero straniante viene dalle tastiere elettroniche.

Ernesttico (Ernesto Rodriguez Guzmàn) muove un bastone della pioggia (Rainstick) dal tipico rumore e i sonagli della batteria fanno il resto. Le suggestioni sono lontane dal jazz più tradizionale e il pianoforte dimostra ancora una forza espressiva inaspettata ma è solo una semplice introduzione. Procedendo, alcune sfumature fanno venire in mente George Gershwin e le percussioni si fanno via via più complicate, intriganti e seducenti.

Jazz&Wine of Peace 2020: We Want Mino! Nostalgie caraibiche al Teatro comunale di Cormons.

Tra cancellazioni e sostituzioni dovute alle restrizioni dei protocolli continua a splendere la meravigliosa stella di Jazz&Wine of Peace che da decenni organizza e sviluppa una manifestazione unica in grado di far incontrare e mescere le bellezze e le bontà di Cormons e dintorni con le eccellenze del jazz e della musica d’arte. Questa volta al teatro comunale, è andato in scena lo splendido concerto di Mino Cinelu & Luca Aquino (Sula Madiana),